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Si finge 17enne su Snapchat e adesca una 11enne: era un 36enne che viveva coi genitori, arrestato a Vicenza

L’inchiesta della polizia postale di Rimini era partita a seguito della scoperta di alcune chat a sfondo erotico sul telefono della minore. Dall’altra parte delle chat del social network Snapchat vi era in realtà un 36enne Vicentino che si fingeva 17enne con finte foto.
A cura di Antonio Palma
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Aveva creato una vera e propria identità alternativa online spacciandosi per un diciassettenne milanese e così era riuscito a carpire la fiducia di una ragazzina di appena 11 anni riuscendo ad avere foto e video intimi della minore. Si trattava in realtà di un 36enne della provincia di Vicenza, convivente con i genitori, finito ora in manette con l'accusa di adescamento e pornografia minorile.

Nei confronti dell'uomo, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare ai domiciliari in attesa di ulteriori indagini e degli sviluppi del procedimento giudiziario a suo carico. Contestualmente all'arresto, eseguito dalla polizia di Vicenza, a carico dell'uomo è scattata anche una perquisizione domiciliare e informatica, con il coordinamento del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, che ha permesso di rinvenire materiale pedopornografico relativo sia alla undicenne sia a diversi altri minori.

L'inchiesta era partita a seguito della scoperta di alcune chat a sfondo erotico sul telefono della minore da parte dei genitori che avevano immediatamente presentato denuncia. Le indagini. Coordinate dalla Procura di Bologna, sono state prese in carico dagli uomini del centro operativo per la sicurezza cibernetica di Rimini,  un'articolazione territoriale della Polizia Postale italiana che infine è riuscita a risalire all'identità del presunto diciassettenne.

Si è scoperto così che dall'altra parte delle chat del social network Snapchat vi era in realtà un 36enne vicentino che usava falsi profili e foto finte per fingersi minorenne. L'uomo avrebbe instaurato con l'undicenne un vero e proprio rapporto a distanza dicendosi innamorato e promettendole addirittura di sposarla e riuscendo così a guadagnare la sua fiducia.

Un'azione andata avanti nel tempo durante la quale ha ottenuto immagini intime della minore anche se al momento non ci sarebbero prove di un tentativo di incontro. L'indagine a carico dell'uomo però prosegue dopo il ritrovamento sui suoi telefoni di altre chat con minori in varie zone d'Italia che fanno sospettare un medesimo comportamento con altre vittime di adescamento.

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