L'Etna è tornato a farsi sentire con una nuova colata lavica: boati, esplosioni e lancio di cenere e lapilli. Protagonista della nuova attività stromboliana è il cratere di Sud-Est. Alle 20.30 del 24 febbraio, una colata è scesa in direzione Valle de Bove dopo l'inizio dell'attività vulcanica intorno alle ore 18:00. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha fatto sapere che la fontana di lava ha raggiunto un'altezza di 500 mentre sopra l'orlo del cratere intorno alle ore 22.00. L'eruzione si sarebbe estesa in verticale per diversi chilometri. La colata che si è riversata in colata Valle del Bove è stata alimentata per parecchie ore. 

Questo è il sesto fenomeno in 8 giorni. Si tratta della fase del parossismo vulcanico, quella intesa dagli studiosi come la più pericolosa poiché segna l'entrata in attività del vulcano accompagnata da terremoti, piccole eruzioni e lancio di materiali di varia grandezza. Si tratta di un record per l'Etna, ma allo stato attuale non vi sono pericoli per le persone e per le abitazioni. Si tratterebbe infatti di fenomeni che riguardano la sommità del vulcano. Fitta invece la ricaduta di cenere, che complica la vita dei residenti.

I fenomeni degli ultimi giorni sono controllati dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo di Catania. L'istituto aveva già preannunciato nella giornata di ieri l'attività vulcanica caratterizzata da degassamento e continue esplosioni dai crateri sommitali con nubi di cenere. Si tratta di un'attività che non deve spaventare troppo, poiché attualmente non sembra essere pericolosa per le persone e le abitazioni. Il nuovo record del Cratere Sud-Est però pone i riflettori sugli esperti per quella che è sta diventando una delle cime più alte del vulcano.

Il Cratere Sud-Est

Nasce nel 1917, da un sistema di fratture. Negli ultimi 22 anni è cresciuto rapidamente con le sequenze di eruzioni parossistiche del 1999-2000, poi replicate nel 2007 e in maniera più importante tra il 2011-2014. Ha manifestato nel tempo la sua importanza crescendo rapidamente e diventando quasi la cima più alta del vulcano. Una crescita così veloce però ne determina l'instabilità secondo gli esperti.