Scambiano un tumore per una puntura d’insetto, operaio ora invalido chiede risarcimento all’Azienda sanitaria

I medici del pronto soccorso dell'ospedale di Trento avevano identificato in una puntura di insetto la causa della caviglia violacea e dolorante di Enrico Facchinelli, 52enne di Lavis. Sei mesi dopo, però, un altro medico ha scoperto che in realtà, l'effetto della presunta puntura era un tumore del sangue, per la precisione una policitemia vera Jak2 positiva, una neoplasia che colpisce il midollo.
L'operaio di un'azienda edile della Valsugana ha quindi aperto una vertenza con l'Asuit, l'Azienda sanitaria universitaria del Trentino, ex Apss, con l'appoggio dell'avvocato Stefano Tomaselli. Non è ancora stata avviata una causa civile in quanto il 52enne e il suo avvocato stanno attendendo le risposte dei vertici sanitari per il risarcimento chiesto all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Il legale, inoltre, deve formulare l'esatto ammontare del danno per presentare la richiesta all'autorità sanitaria. Per il momento, l'operaio ha inviato la documentazione sanitaria all'Azienda ma per il resto non ha avuto altri riscontri dall'Asuit.
La vicenda ha avuto inizio il 20 agosto 2023, quando il 52enne si è presentato al pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Trento, lamentando un forte dolore alla caviglia. I medici avevano ricondotto la patologia a una puntura di insetto e l'uomo era quindi tornato a casa. Per sei mesi aveva sopportato il dolore, mai passato dopo le dimissioni dal pronto soccorso, poi però aveva deciso di farsi nuovamente visitare da un medico.
Il dottore gli aveva prescritto una serie di accertamenti dai quali era emersa la diagnosi di policitemia. Il medico aveva rivelato all'operaio che già nel 2023, il valore dell'emocromo era oltre la norma e che questo avrebbe dovuto essere per il personale del pronto soccorso un campanello d'allarme per svolgere ulteriori esami.
L'operaio è ora invalido al 67% e anche se ha avuto accesso a quanto previsto dalla legge 104, ha deciso di intraprendere un percorso legale perché, con una diagnosi efficace, avrebbe potuto evitare molto dolore.
Bisognerà ora attendere gli sviluppi dei contatti tra il legale del paziente e l’Azienda sanitaria. Con ogni probabilità, poi, si alzerà il sipario in un’aula del tribunale civile.