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Covid 19
7 Luglio 2022
07:00

Salmaso: “Nuove restrizioni Covid? Tutto dipenderà dai vaccini che arriveranno in autunno”

L’intervista di Fanpage.it all’epidemiologa Stefania Salmaso sulla nuova ondata di casi Covid: “Il fatto che il virus sia meno pericoloso d’estate è una falsità. Anche il messaggio del cessato allarme non sembra più sostenibile. Se torneranno le restrizioni? Dipende dai vaccini”.
Intervista a Dott. Stefania Salmaso
membro dell’Associazione Italiana di Epidemiologia.
A cura di Ida Artiaco
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"La nuova ondata di casi Covid è generalizzata in tutta Europa. I fattori che l'hanno scatenata sono vari. Si deve ancora lavorare molto. Se torneranno nuove restrizioni nei prossimi mesi? Prematuro dirlo, dipenderà dai nuovi vaccini e dal loro grado di protezione".

A parlare è Stefania Salmaso, membro dell’Associazione Italiana di Epidemiologia che ha diretto a lungo il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della Salute dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che a Fanpage.it ha fatto il punto su quando sta succedendo in Italia, dove negli ultimi giorni si sta registrando un nuovo boom di contagi.

Dott. Salmaso, cosa sta succedendo adesso in Italia?

"C'è un aumento dei casi generalizzato. Se uno va a vedere le casistiche quotidiane dei paesi a noi più simili, come la Francia e la Germania, si vede che anche i loro numeri sono molto elevati. E pure quelli dei decessi sono confrontabili.

Dobbiamo prendere atto che il virus sta circolando abbastanza liberamente, complici anche gli spostamenti legati alle vacanze estive, in tutta l'Europa. Dal nostro punto di vista, non ci aspettavamo una ondata così se non attribuendola al contributo di diversi fattori".

Quali sono?

"Prima di tutto, sono venute meno le restrizioni a termine di legge, così come l'obbligo di mascherina in determinati contesti. Ciò non ha causato l'incremento dei contagi ma è molto probabile che il venir meno delle misure che abbiamo imparato a conoscere sia stato letto dai cittadini come un segnale di cessato allarme, che invece non è.

Poi, sono subentrate varianti contro le quali persino chi si era già infettato è suscettibile a nuova infezione. Inoltre, rispetto alla vaccinazione, a distanza di tempo c'è un parziale decadimento della protezione".

Cosa è cambiato rispetto alla prima fase della pandemia?

"Rispetto alla prima fase della pandemia, quando eravamo tutti suscettibili, adesso siamo almeno parzialmente immuni. Per cui non siamo protetti dall'infezione ma abbiamo una forma di protezione verso quadri clinici severi.

È vero che il numero di infezioni aumenta, ma la nostra non è una strategia di zero casi Covid ma di zero decessi e o comunque zero complicanze e zero carico sul sistema sanitario.

Ma su questo dobbiamo ancora lavorare. Non si capisce perché i fragili non sono stati richiamati per fare la quarta dose in molte aree del Paese. Inoltre, si dovrebbe sapere esattamente quali sono le condizioni delle persone che si infettano per migliorare la tempestività di somministrazione di una terapia in base al rischio e alla vulnerabilità.

Bisogna anche indagare sui fattori che hanno caratterizzato i decessi (ritardo di diagnosi, ritardo di accesso alle cure). Infine, ribadisco che il messaggio del cessato allarme non sembra più sostenibile, valido. È chiaro che anche se non ci sono delle leggi che lo obbligano, le persone devono assumere comportamenti cauti, come l'uso delle mascherine in aereo".

Eppure gli anni passati si diceva che col caldo il virus circolasse di meno…

"Non è vero, questo non è un virus che non circola o che risente del caldo. Come abbiamo visto, le ondate sono emerse in paesi caldissimi e in vari periodi dell'anno.

Quello che cambia con il caldo sono i nostri comportamenti, non la capacità del virus di rimanere contagioso, e il fatto che stiamo di più all'aperto con la possibilità che ci siano minori occasioni in cui si sta a stretto contatto nei luoghi chiusi d'inverno.

Ma il fatto che il virus sia meno pericoloso d'estate è una falsità come dimostrato da quello che sta succedendo in questi giorni".

Arriveranno nuovi vaccini nei prossimi mesi?

"L'Fda ha formulato la raccomandazione alle case produttrici di aggiornare la composizione dei vaccini. È un problema che andrà affrontato, ma prima si dovrà dimostrare che questi nuovi vaccini inducono una risposta decisamente migliore rispetto ai precedenti e comunque le stesse case produttrice hanno detto che non saranno pronti prima di ottobre.

Si dovranno fare studi clinici che devono dimostrare che valga la pena rivaccinarsi contro queste varianti.

Tutto lo sforzo di una nuova produzione e di una nuova campagna vaccinale ovviamente deve valere la pena. Noi continuiamo a pensare che le infezioni sia difficile arginarle".

Crede che nei prossimi mesi torneranno le restrizioni, incluso l'obbligo di mascherina?

"È difficile da dire. Penso che in questo momento lasciare al giudizio personale se mettere o meno la mascherina sia giusto anche perché o si portano sempre o altrimenti il virus continua a circolare.

Io non credo che si andrà verso nuove restrizioni, penso ci sia la tendenza a cercare di rendere gestibile la circolazione dei casi. Però è prematuro, dovremo vedere se in autunno ci saranno nuovi vaccini e quanto saranno protettivi".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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