“Recluso per 250 giorni per un pigiama o un sorso d’acqua”: la denuncia di Neil, ex allievo della GdF a L’Aquila

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Neil Soorya Prakash Beedaysee
Punito per aver riso a mensa, per essere andato in bagno, per aver indossato un pigiama o per aver bevuto un po’ d’acqua. Neil Beedaysee, 28enne di origini mauriziane, rivela le umiliazioni subite alla Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, a L’Aquila. La stessa in cui a luglio è morta Aurora Valenti.

Hai frequentato il mondo militare e delle forze dell'ordine e sei stato vittima di punizioni eccessive, umiliazioni o abusi di potere? Sei stato costretto a subire in silenzio un clima di oppressione psicologica o hai dovuto abbandonare la divisa? Raccontaci la tua storia, scrivi a segnalazioni@fanpage.it per inviare la tua testimonianza o compila questo form.

Giorni di consegna per "il colore del pigiama non consono", o per essere andato in bagno senza l'autorizzazione di un superiore, o per essersi semplicemente grattato durante un'infestazioni di cimici. Per non parlare di quando osò bere da una bottiglietta d'acqua, conversare e scherzare in mensa o indossare "scarpe non idonee alla libera uscita". Sono le surreali punizioni – nell'ordine delle centinaia – che in poco più di un anno sono state impartite a Neil Soorya Prakash Beedaysee, 28enne di origini mauriziane allievo della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, a L'Aquila, già teatro negli ultimi anni di episodi inquietanti come la misteriosa morte dell’allieva Aurora Valenti e presunti casi di violenze sessuali oggi al vaglio della magistratura.

La storia che vede protagonista Neil mostra come, dietro le divise tirate a lucido delle accademie militari italiane, si nasconda talvolta – come nel caso aquilano – una realtà fatta di punizioni continue, umiliazioni e vessazioni volte all'annientamento dell'individuo che le subisce. Un sistema in cui il concetto di disciplina viene spinto oltre il limite trasformandosi in uno strumento di pressione psicologica insostenibile e disfuzionale rispetto alla formazione dell'allievo.

Cosa è la punizione militare della consegna

Prima di entrare nei dettagli della vicenda di Neil Soorya Prakash Beedaysee occorre fare un piccolo passo indietro e illustrare lo strumento principe di questo meccanismo di controllo totale: la "consegna". In ambito militare, la consegna non è un semplice rimprovero, ma una vera e propria misura sanzionatoria afflittiva che incide pesantemente sulla libertà personale dell'individuo, traducendosi in una reclusione all'interno della caserma senza alcuna possibilità di uscita. Neil è arrivato ad accumulare la cifra esorbitante di 250 giorni di consegna in circa un anno, il 2025. Un periodo infinito in cui la sua vita si è letteralmente fermata. "Per 250 giorni – racconta a Fanpage.it – sono dovuto rimanere chiuso all'interno della caserma, senza la possibilità di uscire quando i miei colleghi lo facevano, senza poter andare al supermercato a comprarmi dell'acqua, senza poter usufruire del cellulare per fare una telefonata, e persino senza potermi avvalere delle cure mediche".

Neil descrive la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito come un "allevamento intensivo" che ospita circa 4.500 allievi, inquadrati in tre battaglioni corrispondenti ai tre anni di corso. L'attività di formazione universitaria viene descritta come del tutto carente: nelle aule di compagnia, che contengono circa 200 ragazzi e ragazze, la didattica viene erogata esclusivamente a distanza tramite un maxischermo "in stile Grande Fratello", senza alcuna reale interazione con i docenti collegati in rete. E persino durante le lezioni la macchina disciplinare non si ferma mai. I superiori e gli istruttori fanno irruzione nelle aule, abbassano il volume e iniziano a contestare i presunti addebiti, obbligando gli allievi ad alzarsi in piedi per subire le sanzioni. "Sono stato allievo di quella scuola per un triennio, non ho ancora imparato a cosa serve il 730 e quando va presentato. E questo sarebbe un futuro maresciallo della Guardia di Finanza…", dice Neil.

Le (surreali) sanzioni a Neil Soorya Prakash Beedaysee

Il catalogo delle punizioni destinate a Neil e documentate dai rapporti disciplinari – di cui Fanpage.it è in possesso – è un campionario dell'assurdo. In un solo anno è stato sottoposto a ben 101 procedimenti disciplinari per un totale di 250 giorni di consegna. Neil viene punito per non aver rispettato le disposizioni sulla foggia dell'uniforme, venendo accusato di aver indossato calzature ritenute non consone per la libera uscita. Viene punito per aver lasciato un'anta dell'armadio aperta e per aver riposto vicino alla scrivania una busta contenente indumenti sporchi. Viene punito per non aver raso correttamente la barba, per aver preso una bottiglietta d'acqua senza autorizzazione, per non aver indossato adeguatamente i pantaloni della tuta o per essersi appoggiato al muro durante le operazioni serali del contrappello. C'è un procedimento avviato perché ha utilizzato le scale antincendio senza autorizzazione. Viene perfino sanzionato per aver transitato in abiti civili nei corridoi di rientro dalla libera uscita.

E ancora: il 24 marzo 2025 a Neil viene impartito un giorno di consegna per aver indossato "un pigiama non consono". A maggio viene punito con due giorni per un ritardo di pochi minuti nell'adunata per la messa a Lourdes durante un pellegrinaggio militare. Il 3 giugno dello stesso anno viene punito con ben 5 giorni di consegna per essere uscito in ritardo dalla camerata dopo aver ricevuto l'ordine di rientrare, fare la doccia e indossare il pigiama entro il termine tassativo di dieci minuti. Il 17 luglio 2025 gli vengono irrogati 7 giorni di consegna per essersi presentato in leggero ritardo all'adunata per la "Partita del Cuore". A settembre Neil viene – testualmente – "sorpreso a ridere, parlare e scherzare" a mensa: un giorno di consegna.

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Neil Beedaysee e altri allievi della scuola di Coppito alle spalle del ministro Giorgetti

Neil descrive alcuni episodi della vita nella scuola: durante l'addestramento formale, che consiste sostanzialmente nell'imparare a marciare per le parate militari, gli allievi vengono costretti a sfilare anche sotto piogge torrenziali. Quando si bagnano e sentono freddo, gli ufficiali rimangono comodamente al riparo, giustificando la disparità di trattamento con la frase, ripetuta come un mantra, secondo cui "il militare non è idrosolubile" e può tranquillamente prendersi l'acqua.

Un'altra vicenda emblematica riguarda un'infestazione di cimici che colpisce le camerate della scuola. Per mesi gli allievi vengono costretti a convivere con gli insetti, e Neil viene punito con quattro giorni di consegna semplicemente per essersi grattato il prurito dovuto alle punture davanti a un istruttore.  "Io mi sono grattato nel periodo in cui la scuola è stata infestata dalle cimici", racconta il 28enne. "Per un intero bimestre noi abbiamo convissuto con le cimici e solo nel mese di luglio è stata disposta dal capo di stato maggiore una disinfestazione con una ditta esterna. Io mi sono grattato per il prurito dovuto alle cimici, a causa dell'inerzia della scuola, e per questo mi hanno dato quattro giorni di consegna".

Nei racconti dell'ex allievo emerge un quadro in cui l'irragionevolezza è prassi quotidiana: "Un altro motivo di punizione è quello del pigiama: questo è ‘bellissimo' e ve lo voglio raccontare. Sono stato punito perché il pigiama aveva un colore non consono. Poi lo dicono loro che non fosse consono, perché era pienamente rispettoso del regolamento… era un pigiama scuro". Questa discrezionalità assoluta che si estende a ogni aspetto della vita in caserma. "Un altro provvedimento è stato irrogato perché le mie scarpe non erano idonee alla libera uscita. Però il regolamento non dispone di quali siano le scarpe idonee e quali no… Erano tutte contestazioni meramente pretestuose. Io non sono fesso, e non ho i soldi in abbondanza per fare le cause, ma alcune consegne, le più stupide, le più idiote, le ho impugnate davanti all'autorità giudiziaria competente". Il controllo asfissiante si spinge fino ai bisogni primari: "Sono andato in bagno e sono stato successivamente punito perché non avevo l'autorizzazione di usufruire dei servizi igienici".

La parabola di Neil si è conclusa con l'espulsione dalla scuola, avvenuta per non aver superato in extremis gli esami del terzo anno propedeutici alla laurea triennale. Un epilogo facilmente prevedibile: "imprigionato" per quasi un anno all'interno della caserma, sottoposto a una pressione psicologica ininterrotta, isolato dai colleghi e sanzionato quotidianamente, l'allievo è stato privato delle condizioni minime necessarie per studiare e completare il percorso. Oggi Neil combatte la sua battaglia all'esterno del perimetro militare e nei mesi scorsi ha denunciato il "sistema Coppito" all'autorità giudiziaria.

Le denunce di Ilaria Cucchi e del Sindacato Finanzieri Democratici

La solitaria battaglia di Neil incrocia oggi quella di chi, da tempo, cerca di squarciare il velo di omertà che avvolge la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza. Tra queste voci si è levata quella della senatrice Ilaria Cucchi, che in seguito ai recenti fatti di cronaca – a partire dalla morte di Aurora Valenti – ha puntato il dito contro i troppi silenzi istituzionali: "Da anni denunciamo fatti gravi nella scuola della Guardia di Finanza dell'Aquila. Segnalate violenze, ma dal governo mai una risposta", ha incalzato la parlamentare. Un allarme condiviso in pieno dal Sindacato Finanzieri Democratici, che ha preso a cuore la vicenda di Neil ponendo un interrogativo dirimente: la scuola è un istituto di formazione o un "mondo a parte" svincolato dalle normali regole dello Stato di diritto? "A cosa serve, allora – chiede il Sindacato – un reparto di istruzione concepito come un vecchio collegio militare? A nulla, è una perdita di tempo e di denaro pubblico. Sarebbe sufficiente che gli Allievi si presentassero al mattino, come solitamente avviene in tutte le università italiane, per frequentare i corsi e poi uscire per l’ora di pranzo. Vogliamo dei giovani sereni e preparati alla professione che andranno a svolgere oppure dei soldatini scontenti, ansiosi e depressi, ma ubbidienti?".

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