Rapisce neonata in una clinica a Cosenza, chiesto giudizio immediato per Rosa Vespa: “Era capace di intendere e volere”

È stato chiesto il giudizio immediato per Rosa Vespa, la donna che il 21 gennaio 2025 rapì una neonata dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza. La Procura ha chiesto al gip del tribunale di andare subito a processo per la donna che entrò nella clinica cosentina portando via la neonata.
Vespa è attualmente in carcere ed è accusata di sequestro di persona aggravato dalla minore età e dalla minorata difesa. I genitori della bimba, assistiti dagli avvocati Chiara Penna e Paolo Pisani, si costituiranno parte civile. "Abbiamo un primo tassello – spiegano gli avvocati Chiara Penna e Paolo Pisani – e per la Procura la posizione di Rosa Vespa è definita. Inoltre all'esito della perizia dello psichiatra nominato dal pubblico ministero, risulta cheVespa fosse pienamente capace di intendere e di volere".
La donna avrebbe secondo lo psichiatra dei disturbi di moderata pericolosità, ma sarebbe pienamente presente a se stessa nelle azioni da lei compiute. "Abbiamo inoltre la conferma – prosegue Penna – che è in piedi un filone di indagine sulla clinica. Le nostre osservazioni rappresentate nella seconda integrazione di querela nei confronti della struttura sono dunque fondate".
Si andrebbe invece verso l'archiviazione per Moses, il marito di Vespa. L'uomo, scagionato dal gip e dal pm, sarebbe stato secondo loro inconsapevole dei piani della moglie che avrebbe raggirato anche lui. "Aspettiamo di vedere come si determinerà l'inquirente sulla sua posizione – hanno sottolineato i due legali della famiglia della piccola – e come motiverà una prevedibile richiesta di archiviazione. Siamo preparati da Gennaio a questo orientamento e quasi sicuramente ci opporremo".
Rosa Vespa è seguita dall'avvocata Teresa Gallucci. La donna è stata sottoposta nelle scorse settimane alla perizia psichiatrica disposta dalla Procura. Vespa è stata inoltre sottoposta ai colloqui e ai test con i consulenti della difesa, ma non a quelli con i consulenti dei legali della famiglia della neonata. Vespa aveva in un primo momento acconsentito al colloquio clinico e strumentali con gli psicologi dei familiari della piccola, poi però aveva ritrattato.