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Esami di Maturità 2026

Quando escono le materie della seconda prova alla Maturità 2026 e come cambia l’esame

Quando escono le materie della seconda prova alla Maturità 2026: anche se non c’è una data precisa, sale la febbre per scoprire cosa si porterà alla seconda prova di indirizzo, che il MIM decide generalmente a fine gennaio.
A cura di Ida Artiaco
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Come tutti gli anni a gennaio sale la febbre per scoprire quali saranno le materie della seconda prova della Maturità. Nei prossimi giorni, infatti, verranno rese note le materie della seconda prova scritta, quella di indirizzo, in programma il prossimo venerdì 19 giugno. Come da tradizione, le materie vengono comunicate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito entro l'inizio di febbraio, anche se non c'è ancora una data precisa.

Nel 2025 le materie della seconda prova della Maturità sono uscite il 29 gennaio: latino al Liceo classico; matematica al Liceo scientifico; Lingua e cultura straniera 1 al Liceo linguistico; Lingua inglese per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Geopedologia, Economia ed Estimo per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Anche nel 2024 il MIM comunicò le materie il 29 gennaio: per il classico uscì la versione di greco, mentre per gli studenti dello Scientifico la prova di matematica. Nel 2023 le materie furono comunicate il 26 gennaio e nel 2020, l'ultima Maturità prima della pandemia di Covid-19, il 30 gennaio. Dunque, è plausibile che anche quest'anno le materie escano tra il 28 e il 30 o 31 gennaio sui canali del MIM.

La Maturità 2026 inizierà giovedì 19 giugno e quest'anno sarà caratterizzata da una serie di novità introdotte con la riforma dell'esame di Stato, il cui via libera è arrivato nei mesi scorsi dal Parlamento: il testo prevede importanti cambiamenti per quel che riguarda lo svolgimento del colloquio orale (ricordando che chi non lo sostiene viene bocciato) e la composizione delle commissioni d'esame. I commissari d'esame passano infatti da 7 a 5. Ogni commissione sarà costituita da due membri esterni e due interni che, come stabilisce la riforma, avranno una formazione specifica. Gli insegnanti interni dovranno appartenere alle aree disciplinari individuate annualmente dal ministero dell’Istruzione e del Merito con apposito decreto, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma

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