Se in Italia continua a salire, seppur lentamente, la curva del contagio da Coronavirus, con un lieve aumento anche dei ricoveri in terapia intensiva e dei morti, ci sono alcune province che più di altre stanno facendo registrare un vero e proprio boom di nuovi casi. Si tratta, in genere, di focolai che vengono nella maggior parte dei casi individuati e circoscritti, ma tanto basta per far schizzare il numero delle infezioni e far prendere, in taluni casi, provvedimenti restrittivi per limitare la diffusione del virus. Ma quali sono le province italiane in cui ci sono i cluster più significativi? Secondo quanto riportato dal sito della Protezione civile, con la mappa del contagio da Covid-19 in Italia, ne sono almeno cinque, oltre alle più grandi, e cioè Milano, Napoli e Roma: si tratta di Palermo, Bolzano, Genova, Verona e Torino.

Torino

Dopo Roma, Milano e Napoli, che hanno fatto registrare gli aumenti più significativi di casi di Coronavirus a livello provinciale, troviamo Torino, con 17.281 contagi dall'inizio della pandemia, di cui 51 nelle ultime 24 ore. Si segnala, in particolare, il caso positivo individuato tra gli addetti del call center che hanno gestito i contatti, non solo via telefono, con i 919 seggi della città durante l'appuntamento elettorale. È probabile che si tratti di un contagio in famiglia che ora potrebbe avere un effetto domino nel luogo di lavoro. Infatti tutti i colleghi sono stati sottoposti a tampone e gli esiti dovrebbero essere noti a breve.

Genova

Nella provincia di Genova si segnalano 60 nuovi casi nelle ultime 24 ore, per un totale di 6.474 dall'inizio della pandemia. Anche se il focolaio più grande sembra essere quello di La Spezia, dove fino a lunedì prossimo sono sospese le attività didattiche per l'aumento di infezioni in atto dalla fine di agosto, nel capoluogo ligure preoccupa il cluster individuato in un centro di accoglienza per migranti. Anche per questo è stata disposta una nuova ordinanza che obbliga all'uso delle mascherine anche all'esterno 24 ore su 24.

Verona

Sono in totale 6.273, di cui 45 registrati solo ieri, i casi di Covid-19 nel territorio della provincia di Verona, che è anche quella che più preoccupa il Veneto, dove Treviso viaggia sui 29 positivi, Venezia su 18 e Vicenza 15. L'aumento delle infezioni non sarebbe tuttavia collegato ad un focolaio in particolare. Sotto osservazione, in particolare, le scuole: quelle sul territorio che presentano casi positivi al virus Sars-CoV-2 sono salite a 16. Tra queste vi sono istituti di tutti gli ordini e gradi, si va infatti dagli asili nido alle scuole secondarie di secondo grado,  passando per le primarie e le scuole dell'infanzia. Nel complesso sono quindi 16 i casi positivi rilevati in ambito scolastico ad oggi, ma solo due intere classi sono state effettivamente chiuse

Palermo

In provincia di Palermo si sono registrati nelle ultime 24 ore 2 nuovi casi, che portano il totale dall'inizio dell'epidemia a 1.490. Nelle ultime ore sono stati chiusi per Covid tre asili nido oltre all'assessorato alla scuola di via Notarbartolo, dove tutto il personale è stato posto in smart working. Inoltre, dopo il contatto di un dipendente con un soggetto positivo e in attesa di ulteriori accertamenti, sono stati chiusi anche gli uffici del Suap (Sportello unico per le attività produttive). Sul numero in crescita nel capoluogo siciliano stanno influendo anche i contagi registrati tra ospiti, personale e volontari delle diverse sedi della Missione di Speranza e Carità di Biagio Conte: al momento ne sono 125 su 422 test effettuati. Nella vicina Bagheria addirittura i focolai attivi sarebbero 13, secondo quando affermato dal sindaco Filippo Maria Tripoli. Nuovi casi sono emersi anche a Carini, Villafrati, San Cipirello, Corleone,, Misilmeri e San Giuseppe Jato. In alcuni di essi le amministrazioni locali hanno preferito chiudere le scuole e le ville, limitare l'apertura dei locali.

Bolzano

Più 37 casi nelle ultime 24 ore nella provincia autonoma di Bolzano. Si segnala in particolare un caso accertato di positività fra gli insegnanti della scuola dell'infanzia Dolomiti. Al momento nessun bambino o docente è stato sottoposto alla quarantena preventiva. La scuola ha preso contatto direttamente con le famiglie dei bambini del gruppo coinvolto.