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Covid 19
5 Gennaio 2022
11:55

Primaria del Pronto Soccorso di Palermo: “Nei No Vax polmoniti gravissime, peccato suicidarsi così”

Tiziana Maniscalchi, direttrice dell’area di emergenza dell’ospedale Cervello di Palermo: “Cari non vaccinati, in questo momento state a casa per evitare di contrarre un’infezione che per voi sarebbe con ogni probabilità mortale”.
A cura di Davide Falcioni
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"Polmoniti gravissime con poche speranze di sopravvivere in pazienti non vaccinati anche senza altre patologie. È veramente un peccato suicidarsi così. È un peccato sfibrare il nostro sistema sanitario per logiche irrazionali. Già quasi 200 ricoverati all'ospedale Cervello". È lo sfogo, pubblicato sul proprio profilo Facebook, della dottoressa Tiziana Maniscalchi, da poco vincitrice di concorso come direttrice dell'area di emergenza dell'ospedale Cervello di Palermo, dopo che era stata facente funzione per due anni, e coordinatrice provinciale dei posti letto Covid. La dottoressa lancia un appello: "Cari non vaccinati, in questo momento state a casa per evitare di contrarre un'infezione che per voi sarebbe con ogni probabilità mortale. E voi vaccinati – aggiunge – provvedete alla terza dose che protegge e rende la malattia ‘sopportabile'. Io ve l'ho detto. Tempo di ripeterlo dentro il pronto soccorso non ce n'è".

I rianimatori: "Molti negazionisti rifiutano le cure"

Nei giorni scorsi Antonio Giarratano, presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione Terapia Intensiva (Siaarti), ha spiegato che "rispetto ad un anno fa è cambiato il tipo di paziente ricoverato nelle terapie intensive: 7 su 10 sono No Vax, di questi la metà sono anche negazionisti, quindi non negano solo vaccino ma l'esistenza stessa del Covid e l'utilità del cure". Sovente questi pazienti rifiutano le procedure salvavita. "Di conseguenza, la sopravvivenza di pazienti Covid che arrivano in terapia intensiva sta diminuendo rispetto a mesi fa". "Non era mai capitato prima – prosegue ilnumero uno di Siaarti – di ricoverare in terapia intensiva soggetti che, sapendo che stavano andando in arresto cardiaco, rifiutassero ventilazione meccanica, emodialisi o circolazione extracorporea. Ora, in alcuni casi, rifiutano persino la flebo con gli zuccheri o l'ossigeno per via nasale, perché ‘non sanno cosa ci sia dentro'".

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