7 Dicembre 2020
18:42

“PornHub pubblica video di minori e revenge porn”: l’accusa del New York Times

In un articolo il New York Times ha accusato Porn Hub, uno dei siti hard più visitati del mondo, di aver pubblicato video pedopornografici, revenge porn, video girati di nascosto a donne sotto la doccia, contenuti razzisti e misogini e persino filmati di donne asfissiate in sacchetti di plastica.
A cura di Davide Falcioni

Mastercard, colosso mondiale di carte di credito, ha reso noto che sta approfondendo le accuse al sito di pornografia Pornhub di consentire la pubblicazione di filmati che mostrano abusi su minori e abusi sessuali. Le accuse sono contenute in un articolo dell’editorialista Nicholas Kristof pubblicato tre giorni fa sul New York Times: il giornalista ha raccontato di aver trovato su Pornhub – uno dei siti di pornografia più visitati al mondo – innumerevoli video che mostrano violenze su minorenni o su donne in stato di incoscienza, contenuti che violano anche le linee guida dello stesso Pornhub. Mastercard ha quindi deciso di vederci chiaro anche mettendosi in contatto con MindGeek, la società canadese che controlla Pornhub. Se dovesse trovare conferma della presenza di video di minori e di violenze, Mastercard ha spiegato che sospenderebbe i pagamenti a Pornhub. Con un comunicato, Pornhub ha negato di aver pubblicato video che violino le sue linee guida.

Con 3,5 miliardi di visite al mese, più di Netflix, Yahoo o Amazon, Pornhub raccoglie denaro da quasi tre miliardi di impressioni pubblicitarie al giorno. Una classifica elenca il sito porno come il decimo più visitato al mondo. Non è difficile quindi immaginare quale sia il business del portale per adulti: il problema però, secondo il New York Times, è che Porn Hub monetizzerebbe anche filmati pedopornografici, revenge porn, video girati di nascosto a donne sotto la doccia, contenuti razzisti e misogini e persino filmati di donne asfissiate in sacchetti di plastica: tutti contenuti che sarebbero stati caricati sul portale dagli stessi utenti secondo un sistema simile a quello di You Tube. MindGeek ha sempre spiegato che ogni video validato dopo essere stato esaminato da moderatori con il supporto di algoritmi specifici di Google e Microsoft. Evidentemente però qualcosa dev'essere sfuggito loro. Nel 2019 sono stati pubblicati più di 6,83 milioni di video, con un tempo di visualizzazione combinato di 169 anni.

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