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Plasma "buttato" nelle Marche

Plasma donato e buttato nelle Marche, indaga anche la Corte dei conti, infermieri: “Criticità già segnalate”

La Corte dei Conti delle Marche ha deciso di aprire un fascicolo di indagine dopo lo scandalo del plasma eliminato nelle Marche denunciato dall’inchiesta di fanpage.it. Intanto dall’ordine degli infermieri delle Marche ricordano che già in passato erano state segnalate criticità al sistema.
A cura di Antonio Palma
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Si apre anche un fronte contabile e si muove anche la Corte dei Conti sul caso delle migliaia di sacche di plasma sprecate nelle Marche dopo essere state raccolte con la donazione di sangue dei cittadini come denunciato da un'inchiesta di fanpage.it. La sezione regionale marchigiana della Corte dei Conti infatti ha deciso di aprire un'istruttoria per fare luce anche su un possibile danno erariale derivante dall'inutilizzabilità delle sacche andate sprecate all'Officina del sangue dell'ospedale di Torrette perché fatte scadere per mancanza di personale ed eliminate.

L'indagine dei magistrati contabili andrà di pari passo con quella della magistratura ordinaria che sta valutando invece eventuali aspetti penali della vicenda. Il caso infatti  è in mano alla Procura di Ancona che ha delegato le indagini ai Carabinieri del Nas che stanno acquisendo testimonianze e prove documentali. Al momento non è chiaro nemmeno il numero esatto di sacche di plasma che sono andate perse per l'impossibilità di trattarle entro i tempi di conservazione. Sicuramente non meno di 330, che è il numero fornito dall'azienda ospedaliera universitaria marchigiana per il solo mese di marzo, ma i numeri potrebbero essere molti più alti visto che le criticità erano state denunciate già in precedenza e duravano da settimane  come ha confermato anche l'ordine degli infermieri di Ancona.

"Non siamo sorpresi purtroppo di quanto sta emergendo circa il mancato utilizzo di sacche di plasma generosamente offerto dai donatori Avis e già in passato alcuni iscritti ci avevano segnalato criticità al sistema a seguito delle quali avevamo chiesto chiarimenti e verifiche", ha affermato infatti Giuseppino Conti presidente dell'Ordine degli Infermieri di Ancona in riferimento al caso.

Conti ha ricordato che, come Ente sussidiario dello stato, l'ordine degli infermieri aveva già segnalato criticità che si riscontravano in alcuni punti prelievo della Provincia di Ancona. "L'esplosione del caso ha reso evidenti criticità e complessità ben maggiori, con coinvolgimenti a livelli ben più elevati. Spesso le criticità sono di tipo organizzativo e gli interventi necessari riguardano i vari livelli delle articolazioni organizzative e la governance dell'intero sistema, ed è indubbio che qualcosa è mancato o non ha funzionato adeguatamente" ha dichiarato il presidente dell'Ordine degli Infermieri, auspicando però che "i donatori continuino a donare generosamente".

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