Picchiata dal compagno a Trana, c’è l’ipotesi di uno stupro di gruppo: “C’era un’altra coppia, mi volevano uccidere”

Si continua a indagare sulla ragazza di 24 anni trovata in gravissime condizioni in un alloggio di Trana lo scorso 7 ottobre. Nel mirino della Procura c'era fin da subito il compagno, un 59enne, che aveva spiegato di aver trascorso la notte tra il 6 e il 7 ottobre con la giovane. Dopo ulteriori accertamenti, non solo si dovrà difendere dall'accusa di lesioni gravissime ma anche di violenza sessuale.
Stando alle informazioni su quanto accaduto, la ragazza, quando era stata soccorsa dai sanitari, era stata trovata priva di sensi e sul corpo aveva lividi, graffi e la milza gravemente compromessa. Pochi giorni dopo era scattato l'arresto dell'uomo: si è sempre dichiarato innocente raccontando che la compagna "è venuta a casa mia, abbiamo avuto un rapporto sessuale e poi siamo andati a dormire. Ma la mattina dopo non si svegliava più". Sarebbe stato lui ad aver chiamato l'ambulanza: una volta in ospedale, dove è arrivata in codice rosso, ha subito l’asportazione della milza.
La ragazza – come riporta Il Corriere della Sera – appena dimessa dall'ospedale aveva detto davanti al giudice per le indagini preliminari di non avere chiari ricordi. Ora invece a distanza di mesi, con più lucidità, ha raccontato quello che era accaduto: "Mi volevano uccidere, nell'appartamento c'era un altro uomo e un'altra donna". La Procura quindi non esclude che possa essere stata vittima di uno stupro di gruppo. Parte sarebbe stata confermata da alcuni accertamenti scientifici. Inoltre, alcuni filmati delle telecamere di video sorveglianza di alcuni negozi della zona avevano già svelato che il 59enne era in atteggiamenti violenti nei confronti della giovane.
La Procura ha chiesto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, intanto lui nega tutto.