Picchia la madre la sera del suo 20esimo compleanno: poi fugge e si getta in mare a Civitanova

Sono ore di ricerche e di attesa tra Pollenza e il porto di Civitanova Marche per Riccardo Merkuri, ventenne scomparso dal pomeriggio del 20 febbraio dopo una violenta aggressione alla madre avvenuta nella loro abitazione.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tutto sarebbe accaduto intorno all’ora di cena. In casa c’erano solo il ragazzo e la madre, Albana, titolare di un centro estetico; il padre, Mario Merkuri, piccolo imprenditore edile, e l’altro figlio erano fuori. Una discussione, per motivi ancora da chiarire, peraltro nel giorno del 20esimo compleanno del giovane, sarebbe degenerata. Una vicina ha sentito urla e richieste d’aiuto e ha dato l’allarme.
Quando i militari sono arrivati nell’appartamento, il giovane si era già allontanato. La donna è stata trovata priva di sensi nel bagno. Trasportata all’ospedale di Macerata, ha riportato la frattura della mascella ed è stata sottoposta a coma farmacologico. Le sue condizioni sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.
Nel frattempo sono scattate le ricerche del ventenne, indagato per lesioni aggravate. Merkuri si sarebbe allontanato a bordo della sua Mercedes Classe A, lasciando il cellulare in casa. Il telefono è stato sequestrato per verificare eventuali messaggi o contatti utili. L’auto è stata individuata il giorno successivo nel parcheggio di largo Donatori di sangue, all’ingresso del porto di Civitanova Marche.
A quel punto è stato chiesto all’Ufficio circondariale marittimo di visionare le immagini delle telecamere di sorveglianza. Nei filmati si vede il ragazzo entrare nell’area portuale e raggiungere il molo sud. Le riprese mostrano un primo tuffo in mare dalla banchina, nei pressi di un motopontone. Il giovane riemerge, risale e si getta nuovamente in acqua poco più avanti. Da quel momento non compare più nelle immagini.
Le operazioni di ricerca sono affidate ai vigili del fuoco, con il nucleo sommozzatori di Teramo, insieme a Guardia costiera e carabinieri. In azione motovedette e gommoni per scandagliare lo specchio d’acqua del porto. Non si esclude alcuna ipotesi: gli investigatori valutano la possibilità che il ragazzo possa essere riemerso in un altro punto e si sia poi allontanato in stato confusionale, ma resta aperto anche lo scenario più grave.