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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Perché si parla ancora dello scontrino-alibi di Andrea Sempio conservato dal giorno del delitto di Garlasco

Si torna ancora una volta a parlare dello scontrino del parcheggio di Andrea Sempio a Vigevano il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi nel 2007. Questa volta per l’ipotesi di una manipolazione. La difesa dell’indagato smentisce tutto.
A cura di Giorgia Venturini
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Andrea Sempio
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Da quando sono iniziate le indagini su Andrea Sempio, si torna spesso a parlare dello scontrino del parcheggio di Vigevano il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi. Lo scontrino è stato consegnato nel 2008 dall'attuale indagato per il delitto di Garlasco agli investigatori che lo avevano interrogato. La mattina del 13 agosto 2007 Sempio aveva spiegato di essere andato in macchina a Vigevano per recarsi in una libreria. Aveva parcheggiato, quindi aveva preso il biglietto, ma una volta trovato chiuso il negozio era ritornato a Garlasco. Negli anni quindi lo scontrino era stato l'"alibi" di Andrea Sempio (indagato tre volte) per la mattina dell'omicidio.

In questi ultimi mesi si sono riaccesi più volte i riflettori sullo scontrino del parcheggio di Vigevano. Lo scorso ottobre uno dei "super testimoni" (non confermati nelle indagini) avrebbe svelato che quello scontrino non era stato ritirato da Sempio. Tra le ipotesi quella che lo scontrino sarebbe appartenuto alla mamma di Sempio che si era recata a Vigevano per incontrare un suo amico, un ex pompiere di Garlasco. Versione smentita: "Questa cosa – aveva spiegato la madre di Sempio – l'ho già raccontata diverse volte, due volte ai carabinieri. Io sono uscita di casa perché dovevo andare a Gambolò in un negozio, che era chiuso, per far fare dei telecomandi. Sono tornata a casa alle 10 meno 10 e questo l'ho raccontato perché quando sono entrata ho guardato l’orologio in cucina. Mio figlio, che era in casa, ha preso le chiavi della macchina, è uscito ed è andato a Vigevano. Io a Vigevano non ci sono mai andata, non ho fatto nessuno scontrino, non ho mai dato nessuno scontrino a mio figlio, se l'è fatto lui. Tutto il resto sono solo delle grandissime bufale".

Ora è il settimanale Giallo a ritornare su quel vecchio scontrino scrivendo che è "frutto di una manomissione". A dirlo sarebbe stato proprio l'ex pompiere amico della madre dell'indagato: "Chi conosceva il metodo poteva manometterlo". Nel senso che lo scontrino poteva essere stampato direttamente con un orario falso? Tutta da dimostrare. Così come mancherebbero prove che lo abbia fatto Andrea Sempio la mattina del 13 agosto 2007.

A Fanpage.it l'avvocato difensore Liborio Cataliotti precisa: "Siamo tranquilli circa la genuinità del documento e depositeremo indagini difensive che non intendiamo anticipare pubblicamente per il riserbo imposto dal momento processuale". Anche l'altro avvocato difensore Angela Taccia a Fanpage.it precisa: "Apprendiamo dai media un sacco di cose che a oggi non sono mai state riscontrate scientificamente o tecnicamente. La difesa Sempio sta lavorando con propri accertamenti anche relativamente a ciò, svolgendo investigazioni difensive, delle quali però ora non può divulgare nulla".

Ma perché lo scontrino era stato consegnato solo un anno dopo l'omicidio di Chiara Poggi ai carabinieri? Lo aveva spiegato il padre di Andrea Sempio così: "L'ho trovato mentre pulivo in auto, l'idea di conservare lo scontrino è stata di mia moglie, ha detto conserviamolo perché essendo amici dei Poggi, gli amici verranno sentiti, non è una cosa strana è normale". Resta il fatto che in passato, così come ora, gli investigatori hanno ritenuto lo scontrino non un possibile "alibi" di Sempio. Quindi, se c'è o non c'è questo scontrino poco cambia nelle indagini. Indagini che presto verranno chiuse dalla Procura di Pavia.

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