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Pensionato fa la comparsa per 300 euro nel film “Ferrari” e l’Inps ne rivuole 34mila: bocciato il ricorso

Un 64enne ha rischiato di perdere la pensione per aver fatto per due giorni la comparsa nel film Ferrari. I giudici della Corte d’Appello di Bologna però hanno dato ragione al pensionato.
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Patrick Dempsey, Shailene Woodley, Michael Mann, Adam Driver, Penélope Cruz e Gabriel Leone alla premiere del film "Ferrari" nel 2023
Patrick Dempsey, Shailene Woodley, Michael Mann, Adam Driver, Penélope Cruz e Gabriel Leone alla premiere del film "Ferrari" nel 2023

Un 64enne si è visto revocare la pensione dall'Inps e chiedere la restituzione di ben 34 mila euro per aver fatto per due giorni la comparsa nel film "Ferrari" del regista Michael Mann. L'uomo ha fatto ricorso contro la decisione dell'istituto ed è riuscito a vincere per ben due volte in tribunale.

La vicenda inizia nel 2022 quando l'uomo ha lavorato come comparsa sul set modenese della produzione internazionale. La sua partecipazione è durata solo due giorni ma anche se breve e limitata gli sono stati corrisposti 300 euro per il lavoro svolto. L'uomo però era andato in pensione anticipata grazie al meccanismo "quota 100" e, come ricostruisce Il Resto del Carlino,  l'Inps ha ritenuto la prestazione sul set di Ferrari analogo a un rapporto lavorativo subordinato vero e proprio, revocandogli quindi la pensione. Gli ha anche chiesto indietro i 34 mila euro che gli erano stati corrisposti l'anno precedente.

Insomma, per soli due giorni come comparsa, il pensionato avrebbe dovuto rinunciare alla pensione e restituire quanto percepito in un anno intero. Non stupisce quindi che l'aspirante attore 64enne si sia opposto alla decisione.

Ora, la Corte d'Appello di Bologna gli ha dato ragione. I giudici infatti hanno stabilito che l'attività della comparsa può inquadrarsi al più come lavoro occasionale autonomo, cumulabile quindi con la pensione. Questo perché l'uomo non ha svolto alcuna mansione specifica o direttiva sul set, la sua parte si limitava a essere ripreso insieme ad altre persone. La pensione quindi spetta al 64enne a pieno titolo. Questa decisione è il frutto di un lungo iter processuale e la Corte d'Appello di Bologna non è il primo tribunale a dare ragione al pensionato.

L'uomo infatti aveva già presentato ricorso al Tribunale di Modena contro la decisione dell'istituto, ottenendo il favore dei giudici. Il tribunale modenese aveva ritenuto illegittima la pretesa dell'istituto di previdenza di riottenere i 34 mila già erogati, e aveva disposto il ripristino della pensione.

L'Inps aveva quindi fatto ricorso in Appello, ma anche in questa sede, i giudici hanno riconosciuto al pensionato il diritto alla reintegrazione del beneficio.

Il modense è stato fortunato, nel 2024, un altoatesino che aveva interpretato per un solo giorno la parte di un avvocato in un film si è visto sospendere la pensione per 5 mesi e chiedere la restituzione dei soldi percepiti dall'istituto in quell'anno. A fronte di 77 euro guadagnati sul set ne ha dovuti restituire 19 mila.

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