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Omicidio Giulia Cecchettin

“Pensavo di farla finita, mi è mancato il coraggio”: il racconto di Filippo Turetta dopo l’arresto

Filippo Turetta avrebbe raccontato ai poliziotti tedeschi che l’hanno arrestato dopo l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin di aver “pensato più volte di farla finita ma non ho avuto il coraggio”. Il ragazzo era ferito quando è stato fermato.
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A cura di Ida Artiaco
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Filippo Turetta e Giulia Cecchettin
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Omicidio Giulia Cecchettin

Filippo Turetta voleva farla finita dopo aver ucciso la sua ex fidanzata Giulia Cecchettin, ma non ne ha avuto il coraggio. È quanto ha raccontato ai poliziotti tedeschi che domenica lo hanno arrestato mentre si trovava nella sua Fiat Punto nera su una strada nei pressi di Lipsia.

Le parole di Filippo Turetta dopo l'arresto

Ecco, a quanto apprende l'AGI, la sua dichiarazione messa a verbale. "Ho ammazzato la mia fidanzata, ho vagato questi sette giorni perché cercavo di farla finita, ho pensato più volte di andarmi a schiantare contro un ostacolo e più volte mi sono buttato un coltello contro la gola ma non ho avuto il coraggio di farla finita", avrebbe detto il ragazzo agli agenti tedeschi.

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Turetta si è consegnato mani in alto ai poliziotti. Filippo presentava ferite alle mani e alle caviglie ed evidenti macchie di sangue addosso quando è stato fermato dai poliziotti tedeschi, secondo quanto si apprende dalla lettura del verbale delle forze dell'ordine, ma l'origine di quelle ferite non è chiara.

Il commento dell'avvocato Compagno a Fanpage.it

"Queste parole mostrano la sua vulnerabilità. È vittima a sua volta del gesto che ha fatto, le sue parole sono di una tale drammaticità che mi lasciano attonito. Non ho conferma di tutto ciò, se queste dichiarazioni sono vere lo chiederemo a lui. È un caso da trattare con umanità, poteva essere un altro ragazzo che potevamo aver perso", è stato il commento a Fanpage.it dell'avvocato della famiglia Turetta, Emanuele Compagno.

Cosa sappiamo sull'omicidio di Giulia Cecchettin

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Nella vettura in cui è stato trovato Filippo, sono stati rinvenuti anche un coltello da cucina con una lama di dodici centimetri, probabilmente l'arma del delitto, un paio di guanti e un telefono cellulare. Nella vettura, come hanno riferito i giornali locali, sarebbero state individuate anche tracce di sangue, presenti anche sulle scarpe e sui vestiti del 22enne. Sarebbero stati trovati infine circa 300 euro in contanti; altri accertamenti sono in corso sull'eventuale acquisto di una scheda Sim straniera per poter utilizzare il telefonino senza venire tracciato.

Turetta si trova al momento in carcere ad Halle. Il tribunale tedesco ha dato nelle scorse ore il via libera al suo rientro in Italia, che potrebbe avvenire già nei prossimi giorni anche se manca una data ufficiale. Dato che Filippo ha accettato una procedura semplificata di consegna al nostro Paese, non è più necessaria una decisione della Corte di Appello di Naumburg.

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