Paziente operato al cervello da sveglio e con di tecniche di ipnosi a Isernia

Un paziente è stato operato al cervello da sveglio presso l'Istituto neurologico mediterraneo Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia, in una procedura che ha integrato la consolidata tecnica "awake" con l'ipnosi clinica, un approccio che ha garantito al tempo stesso precisione chirurgica e gestione del paziente durante l'intervento.
La chirurgia awake viene impiegata quando le lesioni cerebrali si trovano in prossimità delle cosiddette "aree nobili": quelle che governano il movimento, il linguaggio, la memoria, il riconoscimento dei volti o la capacità di calcolo. In questi casi il paziente rimane vigile in alcune fasi dell'operazione, eseguendo semplici compiti che consentono all'équipe di monitorare in tempo reale le funzioni cerebrali e di guidare con maggiore sicurezza il lavoro del neurochirurgo.
Nel caso specifico, la lesione interessava un'area motoria legata al movimento del piede. Il paziente è stato quindi chiamato a compiere movimenti mirati dell'arto durante l'intervento, permettendo un controllo continuo della funzione motoria. È in questo contesto che l'ipnosi clinica ha fatto la differenza. Le tecniche ipnotiche hanno consentito di modulare dinamicamente lo stato del paziente: favorendo la collaborazione attiva nelle fasi in cui era richiesta, e inducendo un profondo rilassamento nelle altre. Il risultato è stato anche una drastica riduzione dei farmaci anestetici, con ricadute positive sulla stabilità durante l'operazione e su un recupero già avviato nelle prime ore successive.
A spiegare il senso dell'approccio è Vincenzo Esposito, Responsabile della Neurochirurgia II dell'Irccs: "L'ipnosi è uno strumento che mette il paziente a proprio agio e riduce in modo significativo l'ansia legata alla chirurgia da sveglio. Questo si traduce in una collaborazione più efficace durante l'intervento e in una maggiore affidabilità nella valutazione delle funzioni".