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27 Aprile 2021
08:49

Passata Petti, inquirenti: “Non è pomodoro italiano: è la più grande frode alimentare mai scoperta”

Oltre 4mila tonnellate tra prodotti finiti e semilavorati sequestrati dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta della procura di Livorno sulle passate dell’azienda Petti ottenuto da concentrato di pomodoro proveniente da paesi extra Ue e spacciato per pomodoro 100% italiano o 100% toscano. La più grossa indagine di frode alimentare mai prima scoperta secondo gli inquirenti che vede indagate sei persone della proprietà e della dirigenza aziendale e contabile.
A cura di Chiara Ammendola
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Immagine di repertorio – Petti
Immagine di repertorio – Petti

Secondo gli inquirenti si tratta della più grande frode alimentare mai scoperta prima in Italia. Passata di pomodoro ottenuta da concentrato di pomodoro estero venduta come prodotto contenente pomodoro 100% italiano o addirittura 100% toscano. Ma di italiano in quelle passate non c'era nulla, o meglio "quelle passate, il pomodoro toscano, non l'hanno nemmeno mai visto", così come spiegato dal colonnello Luigi Cortellessa. A Fanpage.it il comandante dei carabinieri per la Tutela agroalimentare spiega come si è giunti alla scoperta di una vera e propria truffa da parte dell'azienda Petti che negli stabilimenti del Livornese di Venturina Terme e Campo alla Croce di Campiglia Marittima imbottigliava prodotti ottenuti dalla trasformazione di concentrato di pomodoro estero. Cosa che di per sé non costituisce reato, se non fosse per il fatto che sull'etichetta di questi prodotti poi destinati alla vendita per la Grande distribuzione organizzata, ovvero i nostri supermercati, vi era scritto tutt'altro: "Passata di pomodoro 100% toscano" o anche "Passata di pomodoro 100% italiano".

Un'indagine, quella dei carabinieri, nata nell'ambito di un'iniziativa di controllo del settore della filiera agroalimentare che ha portato alla luce una frode in commercio che andava avanti da almeno un mese. Fase preparatoria dell'acquisizione della materia prima e della messa in lavorazione della materia prima: questi i passaggi scoperti dai carabinieri nelle settimane di indagine che hanno portato al blitz effettuato nei giorni scorsi nei confronti dell'azienda Petti. La più grossa indagine di frode alimentare mai prima scoperta dunque che ora vede indagate sei persone con ruoli diversi all'interno della stessa azienda: si tratta della proprietà, della dirigenza aziendale e contabile e  della "parte esecutiva dell'area nevralgica del malaffare" ovvero le persone responsabili della produzione. Per tutte l'accusa è di concorso in frode in commercio.

I carabinieri all’interno dello stabilimento della Petti (foto Carabinieri)
I carabinieri all’interno dello stabilimento della Petti (foto Carabinieri)

La passata è il prodotto che veniva spacciato come lavorato da pomodoro italiano o toscano quando era ottenuto dalla lavorazione del concentrato di pomodoro proveniente da paesi extra Ue, acquistato come tale ma poi destinato a un tipo di lavorazione che non veniva indicata nelle etichette. Al momento l'azienda non è stata posta sotto sequestro e la lavorazione dei prodotti le cui etichette sono risultate in regola continua, mentre è stata fermata quella delle conserve di pomodoro in bottiglie, vasi di vetro, barattoli, pacchi e bricks. Durante il blitz sono state sequestrate oltre 4mila tonnellate tra semilavorati e prodotti finiti oltre a diversi documenti sia contabili, sia amministrativi e di laboratorio: nello specifico schede di produzione ufficiose e manoscritte, nelle quali veniva appunto descritto il falso.

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