"L'ex moglie che lo ha denunciato per maltrattamenti? Voleva solo vendicarsi. Il bambino? Prima di tutto bisognava vedere se fosse di mio marito. Ana? Era solo sesso". È la strenua difesa di Maria Cagnina al marito Antonio Borgia, reo confesso dell'omicidio di Ana Maria di Piazza, la giovane amante incinta di tre mesi a Partinico (Palermo). La donna, madre dei figli di Borgia e intestataria della sua impresa è intervenuta nuovamente in tv nella puntata del 29 novembre di ‘Quarto Grado'. Maria ha iniziato con lo screditare la denuncia della prima moglie di Borgia, che 20 anni fa lo aveva portato in tribunale per ‘maltrattamenti', accusa dalla quale è stato assolto. "In paese nessuno le credeva" dice Maria dell'ex di suo marito, quanto alla relazione Borgia con Ana, 30 anni, incinta di un maschietto al momento della morte, spiega di non essere certa che quel bambino fosse del marito. "Se fosse stato suo lo avrei accolto  – dice Maria – ma Ana in paese la conoscevano….", prosegue parlando della vittima, senza finire la frase.

"Antonio aveva troppa paura che il mio amore, la dedizione e la fiducia per lui venissero a mancare. Mi amava la paura più grande era di perdere me e la sua famiglia. È una situazione che è sfuggita di mano" continua a spiegare in collegamento con Gian Luigi Nuzzi. Quanto a un presunto movente economico del delitto, la donna dice: "L'azienda era intestata a me, è vero, ma tutto quello che fa capo all'azienda è della famiglia di mio marito, è lui quello facoltoso" per poi finire ‘smontando' come dice la ‘storia della relazione'. Tra Ana e mio marito sono stati solo pochi incontri di sesso, lui amava me". Secondo Maria, la vittima avrebbe al marito i soldi per abortire, ma l'autopsia ha confermato che la donna era già al terzo mese e quindi oltre soglia prevista dalla legge per l'interruzione di gravidanza.