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18 Maggio 2016
20:02

Omicidio Yara Gambirasio: chiesto ergastolo in isolamento per Massimo Bossetti

Secondo il pm il muratore avrebbe ucciso la ragazzina perché incapace di reprimere i suoi istinti nei confronti delle donne.
A cura di Davide Falcioni
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Il pubblico ministero della Procura di Bergamo Letizia Ruggeri ha chiesto la condanna dell'ergastolo con isolamento per Massimo Bossetti, unico imputato nel processo per l'omicidio di Yara Gambirasio. Dopo una lunga requisitoria, in cui l'accusa ha sostenuto che la ragazza non incontrò il muratore di fronte alla palestra di Brembate Sopra bensì in una delle strade vicine alla casa di famiglia, la Ruggeri ha spiegato le ragioni che avrebbero portato Bossetti a uccidere la ragazzina: secondo il pm il delitto sarebbe stato commesso dal un uomo non capace di reprimere i suoi istinti nei confronti delle donne. Il muratore avrebbe commesso il reato con l'aggravante di aver adoperato sevizie e di avere agito con crudeltà, colpendo Yara più volte con un'arma da taglio e un corpo contundente. Ad aggravare la portata del delitto anche dalla minorata difesa di Yara e l'accusa di calunnia (l'altro reato di cui deve rispondere Bossetti) ai danni di un ex collega sul quale il muratore di Mapello avrebbe tentato di indirizzare i sospetti.

Bossetti alla madre e alla sorella: "La farò finita in carcere"

Proprio ieri è stato diffuso il contenuto di una lettera scritta da Massimo Bossetti  alla madre e alla sorella. Il muratore, unico imputato nell'omicidio di Yara Gambirasio, scrive: "Mamma e Laura, io so che la farò finita qui dentro, perché non posso accettare tutto quello che ho combinato a Marita e me lo merito davvero per quello che ho fatto”. L'uomo, in cella dal 16 giugno del 2014, nella missiva scritta per i familiari avrebbe fatto riferimento in particolare alla corrispondenza “hot” con un’altra detenuta del penitenziario di Bergamo. Quelle lettere, scritte a una donna che non è sua moglie, ora lo tormentano.

“Mi auguro solo che un giorno mi possa svegliare accanto a papà (il defunto Giovanni Bossetti morto lo scorso dicembre, ndr) e non dover più soffrire per niente e lui mai mi abbandonerà  in preda allo sconforto e disperazione. Mamma, ora vivo qui dentro momentaneamente, ma non sarà per tanto perché non è degna essere chiamata vita, la vita qui dentro, purtroppo sono costretto nel starci ma non per molto credimi… Io in una maniera o l'altra da qui me ne vado. Lo farò credimi, solo per restare bene una volta per tutte… Mamma e Laura più male di così come posso stare, non preoccupatevi, gli agenti qui mi stanno aiutando insieme ai dottori io comunque ho già in mente le mie idee e nessuno me le farà cambiare”.

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