Corrado Augias ha annunciato l'intenzione di restituire la Legion d'Onore, la più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica francese: il giornalista ha spiegato – in una lettera aperta consegnata all'ambasciatore francese – di voler rinunciare al titolo cavalleresco istituito il 19 maggio 1802 da Napoleone Bonaparte in solidarietà con Giulio Regeni e la sua famiglia dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha insignito dello stesso riconoscimento il leader egiziano Abdel Fattah Al Sisi.

Augias restituirà le insegne della Legion d’onore domani recandosi all'Ambasciata di Francia a Roma. Si tratta di "un gesto nello stesso grave e puramente simbolico, potrei dire sentimentale. Sento di doverlo fare per il profondo legame culturale e affettivo che mi lega alla Francia, terra d’origine della mia famiglia". Il giornalista spiega poi le ragioni della sua decisione: "La mia opinione è che il presidente Macron non avrebbe dovuto concedere la Legion d’onore ad un capo di Stato che si è reso oggettivamente complice di efferati criminali. Lo dico per la memoria dello sventurato Giulio Regeni, ma anche per la Francia, per l’importanza che quel riconoscimento ancora rappresenta dopo più di due secoli dalla sua istituzione. Ci sono occasioni – prosegue – in cui anche i capi di Stato dovrebbero attenersi a quella che gli americani chiamano the right thing, la cosa giusta. Credo che il presidente Emmanuel Macron in questo caso abbia fatto una cosa ingiusta".

Augias domanda quali siano stati i meriti di Al-Sisi, leader che secondo l'intellettuale "ha violato i canoni della giustizia, prima ancora quelli dell'umanità". "Ora l'Italia si trova di fronte un'autentica alternativa del diavolo. Rischia di sbagliare – scrive Augias – qualunque decisione prenda. Se manterrà normali relazioni diplomatiche con l'Egitto sembrerà tradire la memoria di un bravo ricercatore universitario torturato e ucciso per il lavoro accademico che stava svolgendo. Se li interromperà sarà sostituita, tempo pochi giorni, da altri Paesi in molti fruttuosi rapporti commerciali e industriali. In un caso e nell'altro una perdita secca, anche se di diversa natura". Nella lettera consegnata all’ambasciatore francese, e pubblicata integralmente su Repubblica, Augias aggiunge; "L’assassinio di Giulio Regeni rappresenta per noi italiani una sanguinosa ferita e un insulto, mi sarei aspettato dal presidente Macron un gesto di comprensione se non di fratellanza, anche in nome di quell’Europa che – insieme – stiamo così faticosamente cercando di costruire. Non voglio sembrare più ingenuo di quanto non sia. Conosco abbastanza i meccanismi degli affari e della diplomazia – però so anche che esiste una misura, me la faccia ripetere con le parole del poeta latino Orazio: Sunt certi denique fines, quo ultra citraque nequit consistere rectum. Credo che in questo caso la misura del giusto sia stata superata, anzi oltraggiata. Con profondo rincrescimento”.