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Omicidio Paolo Stasi a Francavilla Fontana

Omicidio Paolo Stasi, il killer 18enne confessa: “Gli ho sparato ma non volevo ucciderlo”

Il 18enne coinvolto nell’omicidio di Paolo Stati avrebbe confessato di aver sparato al 19enne, ucciso il 9 novembre scorso a Francavilla Fontana, ma senza l’intenzione di togliergli la vita. Il giovane è stato ascoltato lunedì 2 ottobre dagli inquirenti. “Ha chiesto lui di essere interrogato”, ha fatto sapere il legale del ragazzo, minorenne all’epoca dei fatti.
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A cura di Eleonora Panseri
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Paolo Stasi
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Omicidio Paolo Stasi a Francavilla Fontana

"Gli ho sparato ma non volevo ucciderlo". È quanto avrebbe confessato il ragazzo di 18 anni coinvolto nell'omicidio di Paolo Stasi, il 19enne ucciso a colpi di pistola a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, il 9 novembre 2022. Il giovane è stato ascoltato ieri, lunedì 2 ottobre, dal procuratore del tribunale dei minorenni, Simona Filoni, e dal sostituto procuratore, Paola Guglielmi.

La confessione del 18enne

Il 18enne reoconfesso, che all'epoca dell'omicidio era minorenne, è in carcere dal 22 maggio, quando venne arrestato insieme ad altre due persone a distanza di sei mesi dall'omicidio. Avrebbe ammesso davanti agli inquirenti di essere stato effettivamente l'esecutore materiale del delitto, come emerso dalle precedenti indagini, e di aver quindi sparato due colpi di pistola di piccolo calibro contro il 19enne, uccidendolo. Ma l'intenzione espressa dal giovane non sarebbe stata quella di togliere la vita alla vittima.

"Ha chiarito la sua posizione tra cui la circostanza che i colpi esplosi dall’arma che aveva in pugno sono i suoi. Ma non era sua intenzione uccidere", sono state le parole di Maurizio Campanino, il legale del 18enne, al termine dell'interrogatorio. "Il mio assistito non era infatti a conoscenza del fatto che lo avesse attinto dai due colpi di pistola, e lo ha saputo solo la sera".

Paolo Stasi
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"Si tratta, voglio precisare, di un interrogatorio che ha sollecitato lui alla Procura", ha aggiunto l'avvocatao. "Dopo un pò di mesi – prosegue – ha fatto un percorso suo personale ed ha chiesto di essere interrogato per chiarire alcuni aspetti di cui gli inquirenti non potevano avere conoscenza".

L'omicidio e l'ipotesi del debito di droga

Secondo quanto ricostruito dalle indagini fino a oggi, il ragazzo che ha confessato avrebbe fatto scendere di casa Paolo Stati con una scusaper sparargli a sangue freddo davanti al portone di casa. Il 18enne avrebbe avuto complice, un ragazzo di 21 anni, che lo avrebbe atteso a bordo di un'auto con la quale i due sono fuggiti dopo il delitto.

Il movente dell'uccisione di Stasi sarebbe riconducibile a un debito di circa 5mila euro maturato nell'ambito dell'attività di spaccio di sostanze stupefacente, nella quale sembra fosse coinvolta anche la madre della vittima 19enne, Annunziata D'Errico, indagata. Da quanto è stato scritto sull'ordinanza di custodia cautelare del 18enne e del complice, pare che anche la donna fosse finita nel mirino del killer.

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