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Omicidio Paolo Stasi a Francavilla Fontana
22 Maggio 2023
16:05

“A quella dobbiamo sparare: iniziamo stasera”, il killer di Paolo Stasi voleva uccidere anche la madre

Anche la madre di Paolo, 19enne ucciso a Francavilla Fontana il 9 novembre 2019, era finita nel mirino del killer 17enne e del suo complice. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare per i due firmata dal gip di Brindisi: “A quella dobbiamo sparare: iniziamo stasera”, le parole dell’assassino.
A cura di Chiara Ammendola
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Paolo Stasi
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Omicidio Paolo Stasi a Francavilla Fontana

“Iniziamo già a sparare qualcuno già da stasera, adesso quella dovevamo fare, lei proprio”, diceva così Luigi Borraccino, il killer, all'epoca dei fatti 17enne, di Paolo Stasi, ucciso con due colpi d'arma da fuoco il 9 novembre 2022 a Francavilla Fontana. La lei di cui parla all'amico Cristian Candita, in un intercettazione acquisita dagli inquirenti, è la madre del 19enne ucciso, Annunziata D'Errico, indagata per spaccio di sostanze stupefacenti.

È quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 18enne e il 21enne firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brindisi, secondo cui "nel corso di molti dialoghi" Borraccino avrebbe "espresso il proposito di uccidere la madre" di Paolo Stasi, ritenendo in questo modo di poter recidere ogni possibile collegamento con il 19enne e la sua uccisione. Secondo il killer infatti la donna "era l'unica persona che avrebbe potuto rivelare il contesto in cui era maturata la decisione di compiere l'omicidio".

Paolo Stasi
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A farlo desistere dall'intento sarebbe stato proprio l'amico Cristian: “Ti devo stare fermo compà, se ora tu uccidi quella compà – si legge nelle intercettazioni – anche tra un anno siccome sanno che ti ha fatto il nome tuo… il primo da te vengono via. E ti chiudono in quel momento”. I due, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti avrebbero espresso una "pressoché totale indifferenza per l’uccisione Paolo Stasi". Il gip inoltre ha evidenziato il tentativo del 18enne di “intralciare l’attività investigativa dismettendo i telefoni cellulari che aveva in uso temendo che, analizzando il loro contenuto, qualcuno potesse intuire il suo coinvolgimento”.

Il movente dell'omicidio di Paolo Stasi sarebbe riconducibile a un debito di circa 5mila euro maturato nell’ambito dell’attività di spaccio delle sostanze stupefacenti. Spaccio che sarebbe andato avanti anche dopo l’omicidio da parte dei due arrestati, “coadiuvati dalle rispettive fidanzate, una 24enne, sottoposta agli arresti domiciliari e una 20enne, sottoposta all’obbligo di dimora, entrambe di Francavilla Fontana. Nello stesso contesto è stato sottoposto all’obbligo di dimora un 20enne, di Francavilla Fontana, che avrebbe preso il posto di Paolo Stasi come custode della sostanza stupefacente". Risulta indagata a piede libero la madre della vittima per detenzione in concorso di sostanze stupefacenti.

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