209 CONDIVISIONI
video suggerito
video suggerito
Giada Zanola uccisa a Vigonza

Femminicidio Giada Zanola, l’amica Michela: “Era un’anima buona, siamo tutti sotto shock”

Michela, amica di vecchia data di Giada Zanola, racconta a Fanpage.it lo sgomento della compagnia di amici di Bergamo, dove la ragazza aveva vissuto, dopo la notizia del femminicidio: “Nessuno riesce a credere a quanto accaduto”
A cura di Chiara Daffini
209 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Nessuno riesce ancora a credere alla tragedia di Giada Zanola, 34enne di origini bresciane che, all'alba del 29 maggio, ha perso la vita dopo essere stata spinta da un cavalcavia dell'A4 dal compagno e padre di suo figlio. Né tanto meno riescono a crederci gli affetti più cari. Tra loro Michela, un'amica di vecchia data di Giada: "Siamo tutti sotto shock – dice a Fanpage.it -, Giada era un'anima buona, sempre piena di energia".

"Io e Giada abbiamo fatto le modelle a parecchi eventi automobilistici in passato – continua Michela -, ai tempi in cui lei viveva ancora a Bergamo. Poi si è trasferita a Padova e ha avuto il suo piccolino, ci siamo un po' perse di vista, ma abbiamo condiviso tante esperienze e ho un ricordo bellissimo di lei. Tutti gli amici che aveva qui lo hanno e nessuno riesce a credere a quanto accaduto. Speriamo solo che sia fatta giustizia".

Giada Zanola
Giada Zanola

Una ragazza piena di interessi, appassionata di motori, fiori e tatuaggi, in passato fotomodella per eventi e negozi di abbigliamento. Era cresciuta a Folzano, appena fuori Brescia, dove aveva vissuto con il fratello Daniel fino al 2016. Poi il trasferimento a Bergamo e successivamente a Venezia e a Padova, dove lavorava in un negozio di cosmesi. E proprio in Veneto era iniziata la convivenza con Andrea Favero, compagno e padre di suo figlio, ora accusato di femminicidio.

Andrea Favero e Giada Zanola
Andrea Favero e Giada Zanola

La coppia, come hanno rivelato gli inquirenti e confermato a Fanpage.it il fratello Daniel, era in crisi. "Mai avremmo immaginato un'evoluzione simile, lui non sembrava una persona pericolosa", spiega il fratello. Le indagini hanno invece fatto emergere un'altra verità: "Negli ultimi tempi – scrive in una nota la Questura di Padova, che si sta occupando del caso – la relazione tra i due era in crisi e si erano verificate violente liti". Sul 39enne sono stati trovati "lividi ed escoriazioni", riconducibili a discussioni e colluttazioni con la compagna. Favero avrebbe anche riferito al pm di essere preoccupato all'idea di non poter più vedere il bambino. L'uomo è ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato, in attesa dell'udienza di convalida del fermo.

209 CONDIVISIONI
24 contenuti su questa storia
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views