"Sui nuovi focolai di Coronavirus possiamo incidere con test, tamponi e tracciamento contatti, così si spegne subito. Questa fase della pandemia va affrontata così". A parlare è Giorgio Palù, ex presidente della Società europea di virologia e tra più illustri esperti in materia, che ai microfoni di Radio24 ha fatto il punto dalla situazione dell'emergenza Covid-19 in Italia, soffermando in particolare la sua attenzione sui nuovi focolai dell'infezione che si stanno diffondendo a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale, dal Veneto alla Toscana, dal Lazio alla Campania. Niente che non fosse stato già stato messo in conto da politici e scienziati come conseguenza della fine del lockdown, della riapertura della attività economiche e della liberà di circolazione, ma il fenomeno va comunque tenuto sotto controllo per evitare che il virus torni a circolare come nei mesi scorsi. Secondo Palù, "guardare all'epidemiologia su valori RT, l'indice di trasmissione del contagio, ha poco significato, è un parametro poco indicativo in 6-10 giorni. Bisogna guardare ai singoli focolai con più tempo di analisi".

Tra gli strumenti a disposizione per il tracciamento del contagio c'è la App Immuni, che però non ha avuto molto successo. Solo poco più di quattro milioni di italiani, secondo gli ultimi dati disponibili, l'hanno scaricata. "La App Immuni e i test sierlogici gratuiti non hanno funzionato, a differenza ad esempio di quello che è successo in Germania o in Corea del Sud, c'è individualismo tipicamente italiano che si manifesta con questi comportamenti". Secondo il virologo bisogna capire che "Covid-19 circola meno, clinicamente anche in forme non subito identificabile e quando circola meno ci sono concentrazioni virali più basse, la carica virale è fondamentale per indicare il grado di contagiosità", ma non bisogna abbassare la guardia, soprattutto per quanto riguarda i cosiddetti casi di importazione, i contagi che arrivano dall'estero e che sono stati centrali nello scoppio dei nuovi focolai in Italia. "Sappiamo bene che, anche se in Europa, la curva scende, il virus può entrare da altre parti del mondo. La globalizzazione di merci e uomini è talmente avanzata che il loro spostamento da una parte all'altra del globo avviene nel giro di poche ore. Per questo penso che la misura dei test e tamponi per chi rientra in Veneto dopo una trasferta di lavoro sia una misura giusta". Infine, per quanto riguarda il ritorno a scuola il prossimo settembre di studenti e docenti, Palù ha sottolineato che "test sierologici per il personale della scuola si possono realizzare su larga scala, tamponi di massa più difficile ma credo si potrà fare".