Riceviamo e pubblichiamo da un nostro lettore, Raffaele:

"Sono un custode (portiere) di uno stabile in Roma (quartiere Prati). Dopo quasi un anno e mezzo dall'inizio della pandemia, dopo aver ascoltato le lamentele di ogni categoria di lavoratori, che come la mia, non si è fermata un solo giorno, nemmeno nei momenti di maggiore propagazione del virus, ho pensato di parlare anche della mia.

Innanzitutto voglio ringraziare le categorie che sono state sempre presenti, come quella dei cassieri dei supermercati, banconisti ed operatori vari. Ma voglio farvi conoscere anche la mia categoria, la quale, seppur abbia sempre lavorato, non solo non è stata inclusa tra quelle da vaccinare con priorità, ma non viene neanche ricordata. Eppure il lavoro che noi facciamo ci porta a contatto con varie tipologie di persone, dai bambini alle persone adulte, dal cliente dell’avvocato a quello del notaio, dal gruppo che deve partecipare all’asta al paziente del medico di base. Tutte persone che transitano dove noi restiamo per 9 ore al giorno, che usano l'ascensore che noi dobbiamo (per contratto) pulire.

Siamo quelli che prendono in consegna la posta, che passa di mano in mano, anche 15 o 20  volte al giorno conservando i pacchi nella nostra gigantesca guardiola, anche per ore. Per questo ci tengo a far ricordare anche la mia categoria, che prima ancora di chiedere di essere inserita tra le categorie da vaccinare, chiede di essere presa almeno in considerazione".

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