All'insaputa di tutti avrebbero somministrato a una paziente ricoverata in ospedale un farmaco non previsto da nessun medico e che ha portato poi al decesso della donna. Queste le pesantissime accuse nei confronti di due infermieri dell'ospedale di Reggio Calabria arrestati nelle scorse ore dalla Polizia di Stato su ordine della magistratura per i reati di omicidio preterintenzionale, falsità in atto pubblico, peculato, truffa aggravata ai danni del Ministero della Sanità e false attestazioni della loro presenza in servizio. Secondo l'accusa, i due, il 52enne G. L. e il 51enne A. S. T, non solo avrebbero somministrato il  farmaco non prescritto senza avvertire i dottori, compreso il medico di turno reperibile, e senza annotato nel diario infermieristico, ma poi avrebbero cercato di occultare in tutti in modi la pratica.

Il gesto però è costato la vita alla paziente, una donna di 41 anni ricoverata nel reparto di psichiatria del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. La vicenda risale al 2018 ma solo oggi per i due infermieri è scattato una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Locale Procura della Repubblica. Una decisione scatta dopo una lunghissima indagine avviata per fare luce sullo strano decesso della donna avvenuto il 24 febbraio di due anni fa.

La paziente, ricoverata per sindrome bipolare, infatti non soffriva di particolari disturbi fisici e dalla cartella clinica e dal diario infermieristico sembrava essere generalmente in buoni condizioni, come confermato dagli stessi parenti che fin dall'inizio hanno chiesto di fare luce sulla vicenda. Dagli accertamenti è emerso però che medici e infermieri avevano difficoltà a gestire la paziente a causa di iperattività e insonnia. Secondo gli inquirenti, anche prima del suo decesso la donna aveva richiesto più volte l'intervento degli infermieri che, infastiditi, le avrebbero somministrato una dose massiccia di psicofarmaci.

Secondo una perizia medico-legale della Procura, proprio quel farmaco insieme a una nuova dose somministrata dal medico poche ore dopo perché ignaro di tutto, avrebbe condotto al decesso della paziente. Dalle indagini è emersa la responsabilità dei due infermieri, accusati poi anche di altri reati emersi dagli accertamenti investigativi come l'appropriazione di farmaci e presidi ospedalieri per attività infermieristica privata e la truffa aggravata ai danni dello Stato perché attestavano falsamente la loro presenza in servizio.