Incidente Funivia Stresa-Mottarone
22 Luglio 2021
18:12

Mottarone, il 30 agosto esame della scatola nera. Perocchio: “Non ho rimorsi, ho agito correttamente”

Inizieranno il 30 agosto gli accertamenti sulla scatola nera della funivia del Mottarone nell’ambito dell’indagine aperta dopo il disastro che ha causato la morte di 14 persone il 23 maggio scorso. Enrico Perocchio, direttore d’esercizio della funivia, ha dichiarato dopo l’incidente probatorio di essere convinto di aver agito per il meglio.
A cura di Gabriella Mazzeo
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Incidente Funivia Stresa-Mottarone

Il gip di Verbania, Elena Ceriotti, ha conferito l'incarico ai periti informatici per esaminare la scatola nera della funivia del Mottarone in occasione dell'incidente probatorio. L'analisi della scatola nera dovrebbe fornire maggiori informazioni sulle cause che hanno portato alla morte di 14 persone. Gli esami dei supporti e delle schede che hanno registrato l'attività dell'impianto crollato inizieranno il 30 agosto. Tutto il lavoro effettuato dovrà poi essere mostrato in aula il 16 dicembre. Nel frattempo Enrico Perocchio, direttore d'esercizio della funivia  indagato per il disastro, ha ribadito la sua convinzione di innocenza. "So di aver fatto tutto per il meglio. Devo farmi forza perché quello che è successo mi fa soffrire molto. Ci penso spesso e ripercorro quei momenti, ma so di essere nel giusto".

L'indagato inoltre ha aggiunto rispondendo alle domande dei giornalisti che dal momento dell'incidente la sua vita è cambiata per sempre. "Mia moglie mi ha visto sbiancare – ha detto -. Da quel giorno, precisamente da quando ho ricevuto la telefonata che mi ha annunciato la tragedia, le nostre vite non sono più le stesse. Ho però la coscienza pulita. Non ho rimorsi: penso di aver fatto tutto bene. Rispetto il lavoro degli inquirenti e aspetto le loro conclusioni ma ribadisco quanto detto durante gli interrogatori: non ero a conoscenza dell'uso dei forchettoni.In più escludo che possano aver stressato la fune: non c'entrano con la rottura". L'indagato si trovava presso la sala congressi della Provincia del Verbano Cusio Ossola per l'udienza dell'incidente probatorio. Nel corso di quest'ultima seduta il gip di Verbania ha inoltre conferito l'incarico al collegio peritale per iniziare le operazioni di accertamento sul luogo dell'incidente il 3 agosto. Qui gli esperti sono chiamati a ricostruire la dinamica del disastro.

Anche Leitner tra gli indagati

Iscritta al registro degli indagati anche la società Leitner che si occupava della manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto. L'azienda si occupava della manutenzione della funivia dal 2014, quando erano stati iniziati i lavori di ristrutturazione completa sulla struttura. Da allora, Leitner aveva continuato ad effettuare gli accertamenti annuali e straordinari. La stessa società si occupava di delegare inoltre operazioni di manutenzione ad altre subappaltate, operando invece in prima persona controlli di grossa portata. "Siamo convinti di poter dimostrare che Leitner ha eseguito quanto previsto dal contratto stipulato con Ferrovie del Mottarone con assoluta correttezza e sempre in base alle norme" ha dichiarato Paolo Corti, avvocato del presidente e dell'amministratore delegato della multinazionale ora nel registro degli indagati. "Si tratta di verificare perché si è rotta la fune traente. Una questione che interessa tutti e in particolare Leitner, totalmente estranea ai fatti".

Tra i nuovi indagati chiamati per l'incidente probatorio figurano Anton Seeber, presidente del Consiglio d'amministrazione della società Leitner, Martin Leitner, consigliere delegato dell'azienda e Peter Rabanser, dirigente responsabile del Costumer Service delegato all'ambiente e alla sicurezza relativa agli impianti a fune .

106 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni