Morti in ambulanza, autista indagato per omicidio premeditato: “Veleno o fazzoletto, può aver usato di tutto”

Sono cinque gli anziani morti dopo aver viaggiato in ambulanza con un autista 27enne della Croce Rossa indagato dalla Procura di Forlì per omicidio volontario continuato. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l'uomo avrebbe ucciso con premeditazione almeno cinque anziani durante il trasporto in ambulanza. La stessa sorte è capitata anche all'85enne morta nel novembre 2025, l'ultima accertata sino ad ora.
Se questa ipotesi accusatoria verrà confermata, potremmo essere davanti a un "angelo della morte italiano": "Parliamo di cinque omicidi volontari di persone anziane con patologie croniche che l'indagato non conosceva, quindi il movente è inesistente. L'unico fine sarebbe stato quello di porre arbitrariamente fine alla vita degli altri", chiarisce a Fanpage.it l'avvocato Max Starni che insieme al collega Massimo Mambelli rappresenta i quattro figli dell'ultima presunta vittima.
"La Croce Rossa mette a disposizione l'ambulanza come una sorta di taxi per le persone fragili. A bordo non c'era un medico né infermieri, ma solo due autisti, uno di questi era l'indagato", spiega il legale.
Da febbraio a novembre 2025 cinque anziani sarebbero morti dopo essere stati con il 27enne a bordo dell'ambulanza della Croce Rossa. Il giovane è stato immediatamente sospeso dal servizio in attesa che la giustizia faccia il suo corso e accerti le reali cause dietro ai cinque decessi.
"Compatibilmente con la sua età stava bene, si trovava sull'ambulanza non per un'emergenza medica ma solo per essere trasportata in una casa di cura per effettuare una terapia. Non era una malata terminale".
Inizialmente, i figli della 85enne hanno pensato che la donna fosse morta in ambulanza per cause naturali, poi sono partiti gli accertamenti: "Subito dopo i familiari sono stati informati che la madre era stata sottoposta a due autopsie". Una pratica che non rientra nella prassi consueta prevista per le morti naturali, e infatti poco dopo è filtrata la notizia dell'inchiesta della Procura.
"I figli sono sconvolti e assolutamente sconcertati da tutto quello che leggono. Noi ci affidiamo alla Procura che sono sicuro farà il migliore lavoro possibile". L'ipotesi accusatoria è quella di omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e commesso col mezzo di sostanze venefiche o altro mezzo insidioso. Un'aggravante molto particolare, come sottolinea l'avvocato: "Con ‘altro mezzo insidioso' si può intendere tutto, si tratta di una definizione generica del codice, ma allo stato dei fatti non si sa ancora se si tratti di veleno, o di un oggetto come un fazzoletto, per esempio".