Modena, 50 ragazzi si danno appuntamento dopo la scuola e saccheggiano un supermercato: i video postati sui social

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Alcune immagini dai video postati sui social dai ragazzi che hanno saccheggiato un supermercato a Modena.
A Modena un gruppo di circa 50 ragazzi ha saccheggiato un supermercato MD dopo l’uscita da scuola. I Carabinieri stanno tentando di ricostruire l’accaduto con le immagini delle telecamere di sorveglianza. Il sindaco: “Fatto grave”.

Si sono dati appuntamento all'uscita di scuola e hanno fatto irruzione in un supermercato, saccheggiando gli scaffali e creando agitazione tra clienti e dipendenti. L'episodio è avvenuto martedì 22 settembre a Modena, in un supermercato Md di via Rainusso, e ha visto protagonisti circa 50 ragazzi, molti dei quali hanno registrato video della razzia poi pubblicati sui social.

Secondo quanto è stato ricostruito, il raid è durato circa 10 minuti, durante i quali i giovani coinvolti hanno preso dagli scaffali bevande, cibo e altri prodotti, mentre alcuni si coprivano il volto per non farsi riconoscere.

I Carabinieri intervenuti rapidamente sul posto stanno ricostruendo quanto accaduto anche attraverso le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza. Sull'episodio è intervenuto il sindaco Massimo Mezzetti, che ha espresso solidarietà ai lavoratori del punto vendita.

"Quanto accaduto all’MD di via Rainusso è un fatto grave – ha dichiarato il primo cittadino – la logica del branco può manifestarsi nel furto, come in questo caso, ma può rivolgersi anche contro le persone, con conseguenze ben più gravi".

E ha aggiunto: "Un dato però deve farci riflettere: siamo di fronte a giovanissimi che agiscono con la convinzione di poter restare impuniti. A Modena abbiamo dimostrato, grazie al lavoro congiunto delle forze dell'ordine e della Polizia locale, che anche i minorenni che commettono reati vengono individuati e chiamati a risponderne".

"È arrivato il momento di affrontare seriamente il tema della devianza minorile e del senso di impunità. Continuare a introdurre nuovi reati e ad aumentare le pene, come ha fatto il Governo, evidentemente non basta. È un problema che riguarda città grandi e piccole e richiede risposte concrete", ha detto ancora.

"Dire semplicemente: ‘Sbattiamoli in galera‘ non risolve nulla. Dobbiamo agire sulle tre ‘R': responsabilità, riparazione e rieducazione". In particolare, spiega il cittadino, "occorrono certezza della responsabilità, la consapevolezza, per questi ragazzi, che ogni azione ha delle conseguenze, e percorsi rieducativi e riparativi rapidi e concreti".

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