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Minaccia il marito di togliergli la figlia per avere 2 milioni di euro: lui si suicida, lei condannata a 7 anni

Una donna è stata condannata a sette anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti del marito: lo avrebbe costantemente insultato e minacciato, chiedendogli denaro fino a due milioni di euro per permettergli di continuare a vedere la bambina. Lui si è suicidato gettandosi dal balcone.
A cura di Giorgia Venturini
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Una donna, egiziana, è stata condannata a sette anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti del marito e aggravati dal fatto che sono stati commessi in presenza di minori. L'uomo è stato portato dalla donna a un "annichilimento" della sua persona tanto che si suicidò nel pomeriggio del 10 aprile 2024, lanciandosi dal balcone della casa dei suoi genitori a Santeramo in Colle, in provincia di Bari. La sentenza è arrivata dopo un rito abbreviato.

Stando a quanto emerso dalle indagini, la donna lo avrebbe costantemente insultato e minacciato, chiedendogli denaro fino "a due milioni di euro" per permettergli di continuare a vedere la bambina, nata nel 2021. La Procura nei confronti della donna aveva chiesto una condanna a 4 anni, alla fine lo scorso dicembre la sentenza è stata di 7 anni di carcere. Ora sono uscite le motivazioni del giudice per l'udienza preliminare di Bari Francesco Vittorio Rinaldi: la donna, con i suoi comportamenti, avrebbe "esercitato il proprio ossessivo e asfissiante controllo sulle scelte di vita della vittima", "al punto da indurlo al suicidio, ponendo in essere la nullificazione della sua personalità con manifestazioni gratuite di disprezzo, atti di mortificazione, umiliazione, denigrazione del suo ruolo di uomo, marito e padre".

I continui maltrattamenti della donna avrebbero "reso la convivenza all'interno del contesto familiare e i rapporti con il marito penosi e insostenibili", generando in lui "uno stato di prostrazione, di soggezione, oltre che di costante paura" di non poter più vedere la figlia. In questo modo continuava a chiedere soldi al marito. Una cugina della vittima ha spiegato che la donna si aspettava di "fare la vita di Georgina", cioè Georgina Rodriguez, compagna del calciatore portoghese Cristiano Ronaldo.

Per la donna è arrivata una condanna a causa dei maltrattamenti, ma il giudice ha escluso l'aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti. Il gup nelle motivazioni ha spiegato che "pur essendo dimostrata la correlazione sul piano oggettivo dell'evento morte per suicidio di Silletti" con la condotta della donna, "l'imputata, al momento in cui ha agito", non avrebbe potuto prevederlo. Tra gli ultimi messaggi tra la donna e il marito, lei ha scritto "spero che tu muoia". Il giorno stesso del suicidio gli avrebbe però anche chiesto di andare a prendere la figlia da scuola. Per questo è stata esclusa  l'aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti.

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