Mettono psicofarmaci nelle borracce dei compagni di classe, i docenti li scoprono: 4 studenti a rischio sospensione

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Quattro studenti sono a rischio sospensione per aver sciolto psicofarmaci, ansiolitici e lassativi nelle borracce dell’acqua di alcuni compagni di classe a Treviso. La vicenda rischia di arrivare anche in tribunale: molte famiglie, infatti, stanno valutando denunce formali.

Scioglievano ansiolitici, sonniferi e lassativi nelle borracce dell'acqua dei compagni per poi prenderli in giro quando crollavano per i sonni o per la spossatezza tra i banchi di scuola. È accaduto in un istituto superiore di Treviso, dove 4 studenti minorenni vanno verso la sospensione e le aule di tribunale.

A smascherare i 4 ragazzi sono stati i docenti, insospettiti dalle risate del gruppo davanti ai continui e improvvisi malesseri dei coetanei. In questi giorni, come fa sapere Il Gazzettino che per primo ha lanciato la notizia, c'è stata una riunione tra docenti e famiglie per fare il punto della situazione. Nelle borracce finite sotto tiro non c'erano infatti solo purganti generici, ma anche farmaci soggetti a rigorosa prescrizione medica come lo Xanax.

Durante la riunione professori-genitori, in prima linea vi erano i familiari dei ragazzi che inconsapevolmente e con grandi rischi per la salute, hanno assunto psicofarmaci e lassativi. Anche i genitori dei 4 colpevoli hanno mostrato però grande indignazione. Molti nuclei familiari hanno chiesto alla scuola sanzioni esemplari e in molti valutano il ricorso alle querele formali.

La scuola ha alzato un muro di riservatezza: alla stampa, la dirigenza scolastica avrebbe chiesto di non riportare il nome dell'istituto, pur non smentendo quanto successo. I docenti e i vertici dell'istituto hanno fatto sapere di non poter fornire informazioni su eventuali o ipotetiche sanzioni disciplinari erogate da un consiglio di classe.

Gli studenti coinvolti (sia dal lato delle vittime che da quello dei "carnefici") sono tutti minorenni. Per questo la riservatezza è d'obbligo nonostante la rabbia delle famiglie e la richiesta di provvedimenti severi non solo per punire i fautori di scherzi rischiosi per la salute, ma anche per insegnare ai ragazzi la pericolosità di azioni simili.

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