Medico prescrive quasi 4mila dosi di Fentanyl in 30 mesi, le ricette intestate a familiari e amici: indagini ad Aosta

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Il professionista ora è accusato del reato di prescrizione abusiva di sostanze stupefacenti. L’ipotesi più accreditata è che fossero per uso personale ma si indaga per capire se il medico possa aver ceduto il farmaco anche ad altri.

Oltre 3.700 compresse di Fentanyl o farmaci oppioidi con lo stesso principio attivo e altre 1.600 compresse di Lyrica, un antiepilettico, in appena 30 mesi, è l’esorbitante numero di prescrizioni redatte da un medico aostano di 53 anni ora finito ora nei guai dopo una segnalazione della stessa azienda sanitaria valdostana dopo che i sistemi hanno evidenziato l’evidente anomalia per i due farmaci.

Il caso è al centro di un fascicolo di indagine aperto dalla Procura di Aosta e sul quale sono impegnati da tempo i poliziotti della squadra mobile. La notizia, sulla quale gli inquirenti mantengono il riserbo, è emersa solo ieri quando gli agenti si sono presentati insieme ai colleghi della scientifica in ospedale di Aosta dove il professionista esercita e dove hanno sequestrato documenti e ricettari del medico.

Oltre alla perquisizione sul lavoro, l’uomo che ora è accusato del reato di prescrizione abusiva di sostanze stupefacenti, è stato oggetto anche di una perquisizione domiciliare nel corso della quale i poliziotti gli hanno sequestrato altri documenti e computer. L’obiettivo è quello di capire se oltre alle ricette già individuate ve ne siano altre e quale fosse la destinazione finale dei farmaci, ovvero se effettivamente quelle ricette servivano a qualcuno o se semplicemente il medico se le auto prescriveva per uso personale.

Secondo l’accusa, infatti, quelle prescrizioni mediche sono sicuramente illecite e l'ipotesi più accreditata è che fossero per uso personale ma si indaga per capire se il medico possa aver ceduto il farmaco anche ad altri. Oltre alle ricette auto prescritte sarebbero state rivenute anche ricette per lo stesso farmaco intestate a parenti e amici.

In attesa degli accertamenti investigatavi, l’Asl fa sapere che sta valutando la possibile sospensione del medico e di aver già collaborato pianamente con l’autorità giudiziaria. “Abbiamo piena fiducia nell'operato delle forze dell'ordine e della magistratura e sono mesi che collaboriamo in stretto contatto con loro” ha spiegato infatti il direttore generale pro tempore, aggiungendo: “L'azienda da sempre mette in atto un sistema di sorveglianza sul personale sanitario e amministrativo che viene periodicamente esercitato dai cosiddetti medici competenti e le valutazioni e i controlli vengono fatti su tutti a turno".

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