video suggerito
video suggerito

Marito e moglie uccisi a colpi di kalashnikov a Catanzaro: arrestate due persone dopo 13 anni dal delitto

Arrestati due uomini per il duplice omicidio di due coniugi avvenuto nel 2013 nel Catanzarese. Decisive le dichiarazioni di un pentito.
0 CONDIVISIONI
Immagine

Due nuovi arresti in seno alla ‘ndrangheta per l'uccisione di Giuseppe Bruno, 39 anni, e la moglie Caterina Raimondi, assassinati in provincia di Catanzaro nel febbraio del 2013 a colpi di kalashnikov. A più di dieci anni di distanza dall'omicidio, sono scattate le manette per Nicolino Grande Aracri, 67 anni, ritenuto dagli inquirenti capo della "locale" di ‘ndrangheta di Cutro, e Salvatore Abbruzzo, 49 anni, all'epoca del delitto "capo crimine" delle province di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone e Cosenza. I provvedimenti cautelari sono stati notificati ai due all'interno delle case circondariali di Rebibbia, a Roma e dell'Aquila.

Entrambi gli uomini sono indiziati, in concorso tra loro, dell'omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Bruno, ritenuto il reggente dell'omonima cosca di ‘ndrangheta di Vallefiorita, nel Catanzarese, e della moglie. Si tratta del terzo arresto dopo quello avvenuto nel 2023.

Secondo chi ha condotto le indagini, a fare la differenza sono state le dichiarazioni di un pentito che avrebbe partecipe all'efferato delitto. L'attività investigativa condotta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro, ha permesso di fare nuova luce su ulteriori dettagli del fatto di sangue che aveva suscitato clamore nell'opinione pubblica per l'estrema brutalità e ferocia con la quale e' stato perpetrato.

I coniugi, infatti, furono crivellati di colpi mentre stavano salendo a bordo del loro Suv Toyota Rav4. Il kalashnikov usato per il delitto venne ritrovato abbandonato poco distante dal veicolo. Il duplice omicidio era stato ricollegato alla faida del Soveratese che in quel periodo aveva fatto già più di 30 morti. Al centro del conflitto criminale ci sarebbe stato il racket delle estorsioni. Adesso sarà al prosieguo delle indagini chiarire

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views