Mamma e figlia 15enne morte dopo pranzo di Natale a Campobasso: escluse 1300 sostanze, indagini vicine alla svolta

Vicini alla svolta le complesse indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia 15enne Sara Di Vita, decedute per una sospetta intossicazione alimentare dopo un pranzo nel periodo natalizio in casa in provincia di Campobasso nel dicembre scorso. A tre mesi di distanza dalla tragedia della famiglia di Pietracatella, infatti, sono attesi a breve sia i risultati finali dell’autopsia condotta sui corpi all'ospedale Cardarelli di Campobasso sia gli esami svolti proprio sugli alimenti sequestrati in casa e sul sangue delle vittime.
Secondo fonti qualificate interpellate dall’Ansa, proprio da questi risultati nelle prossime ore potrebbero emergere nuovi utilissimi elementi sulle cause dei due decessi che finora sono rimaste avvolte nel mistero. Una svolta che potrebbe chiarire definitivamente un quadro molto complesso che finora non ha trovato soluzione. Nel fascicolo aperto dalla procura per omicidio colposo del resto erano stati dati 90 giorni di tempo ai consulenti per redigere le loro relazioni che scadono proprio questa settimana.
Sul registro degli indagati per ora figurano solo cinque sanitari che si sono occupati del caso ma le perizie che saranno depositate in tribunale potrebbero cambiare il quadro accusatorio dando una cornice più precisa ai fatti. La Procura infatti oltre che sui motivi che hanno scatenato i malesseri della famiglia, che hanno colpito anche Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e papà di Sara, che era rimasto ricoverato a lungo allo Spallanzani di Roma, si sono concentrati anche sulla catena degli interventi medici che hanno preceduto il decesso di madre e figlia.
Le due donne infatti erano state dimesse 2 volte primo del decesso. “Risulta che la minore si fosse presentata in struttura per due volte prima del decesso. Parimenti, si indaga sugli interventi richiesti dalla madre prima dell’evento fatale” ha spiegato il procuratore di Campobasso. Non a caso l’ipotesi di reato finora è quella di Omicidio e lesioni colpose e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.
Intanto un primo dato è già arrivato dal Centro antiveleni delI’Ircss Maugeri di Pavia che ha analizzato ed escluso oltre 1.300 sostanze di origine chimica coma causa dei decessi. Escluso anche un avvelenamento da sostanze anti topi come pure si era ipotizzato e quella del botulino perché le due non presentavano i tipici sintomi neurologici.
Il sospetto principale comunque rimane il cibo della cena del 23 dicembre scorso. Solo in quella occasione infatti mancava la figlia più grande, l’unica non coinvolta dai sintomi. Per questo molto ci si attende dai risultati dei test dell’Istituto Zooprofilattico sulle decine di campioni di alimenti prelevati nell’appartamento della famiglia, che ad oggi risulta ancora sotto sequestro.