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“Lascio 100mila euro alla badante”, ma ne ha 2 con lo stesso nome: la famiglia fa annullare il testamento e incassa

“Alla mia morte voglio lasciare a Valentina la mia badante un pensiero di euro 100mila euro” scriveva l’anziana sei anni prima del decesso. Di badanti però la donna ne aveva due ed entrambe sono di origini moldave e di nome Valentina. Per questo la famiglia ha fatto ricorso facendo annullare il testamento.
A cura di Antonio Palma
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Con un testamento olografo scritto, datato e sottoscritto interamente di suo pugno in corsivo, un'anziana donna reggiana aveva deciso di lasciare 100mila euro in eredità alla badante "Valentina"  ma in realtà le badanti che la accudivano negli ultimi anni erano due ed entrambe si chiamano Valentina. Per questo la famiglia ha fatto ricorso e ha ottenuto in primo grado l'annullamento del testamento dell'anziana incassando la somma.

Come ricostruito dal Corriere di Bologna, lo scontro tra badante e familiari della donna è iniziato nel 2024 al decesso della signora e dopo la scoperta del testamento datato 2018 in cui l'anziana segnalava espressamente che alla sua morte 100mila euro del suo patrimonio dovevano essere destinati alla badante. "Alla mia morte voglio lasciare a Valentina la mia badante un pensiero di euro 100mila euro" scriveva l'anziana sei anni prima del decesso.

Uno scritto che aveva spinto la badante a chiedere e ottenere dal tribunale un decreto ingiuntivo che obbligava gli eredi a dargli i soldi del testamento. Il problema però che di badante la donna ne aveva due ed entrambe sono di origine moldave e di nome Valentina. A questo punto, i parenti dell'anziana hanno fatto ricorso avanzando diverse questioni legali.

Oltre al fatto che vi era anche un altro testamento datato 2023, i discendenti dell'anziana hanno sottolineato che la donna negli ultimi anni di vita aveva problemi cognitivi e infine il fatto che il beneficiario di quel testamento del 2018 non poteva essere stabilito con certezza proprio per la presenza delle due badanti omonime.

Proprio queste ultime due obiezioni sono state accolte dal giudice del tribunale civile di Reggio Emilia che ha annullato quindi in primo grado il testamento del 2018 revocando anche il decreto ingiuntivo. "È pacifico che la de cuius fosse seguita da due badanti moldave entrambe di nome "Valentina", che si alternavano quando una delle due andava in vacanza" ha spiegato infatti il giudice, sottolineando che è accertato anche il grave decadimento cognitivo dell'anziana proprio negli anni del testamento che avrebbe potuto portarla a fare confusione tra le due donne.

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