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L’abbonamento del bus non va e l’autista vuole fargli fare 13 km a piedi: “Mio figlio come il bimbo di Belluno”

Dopo il caso del bimbo nel Bellunese, un 17enne in Trentino rischia di fare 13 km a piedi per problemi con l’abbonamento. La madre denuncia: “Era l’ultima corriera, che vergogna, dove siamo arrivati?”
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Dopo il caso del bimbo di 11 anni che nel Bellunese è stato fatto scendere dal bus, un altro minore ha rischiato di fare a piedi oltre 13 chilometri. È successo nella Provincia Autonoma di Trento e il protagonista è il 17enne Fabrizio. Se non fosse stato per l'intervento di un altro passeggero che ha assistito a tutta la scena anche lui sarebbe stato costretto a camminare da solo nel freddo di febbraio.

"A pochi giorni dall'accaduto del piccolo bambino fatto scendere dal bus perché non aveva il corretto titolo di viaggio mi trovo purtroppo a raccontare un altro episodio quasi simile ma con un lieto fine", spiega su Facebook Rosaria Motisi, la madre del 17enne.

Il giovane da 2 settimane si trovava in un hotel di Pinzolo per fare uno stage, e nel suo giorno libero decide di andare a trovare i suoi compagni di classe con la corriera a Madonna di Campiglio, località che dista 13 km da Pinzolo. In auto si parla di un tragitto di appena 18 minuti, che però a piedi si trasformano in 2 ore e 37.

L'abbonamento di Fabrizio però già all'andata non va, nonostante la madre sottolinei che è "pagato fino al 31 agosto per le linee urbane ed extraurbane", l'autista del bus però non fa problemi e gli fa comunque fare la corsa.

Al ritorno le cose cambiano decisamente: al momento di salire sull'ultima corriera delle ore 18.30 l'abbonamento di nuovo non va. Fabrizio questa volta però è preparato, e prima di salire spiega l'accaduto all'autista sostenendo di volere comprare il biglietto da 2,50, ma c'è una nuova difficoltà: il 17enne non ha contanti e il suo bancomat non va.

A quel punto, l'autista gli chiede di scendere: dovrà fare da Madonna di Campiglio a Pinzolo a piedi. Sarebbe andata sicuramente così se non fosse intervenuto un uomo che aveva assistito a tutta la scena e aveva capito che il giovane non voleva fare il furbetto: "Solo grazie alla preziosa umanità di un signore di Caserta che si trovava lì a fare la settimana bianca che ha assistito al fatto è potuto tornare in hotel perché molto calorosamente ha pagato lui il biglietto di 2,50 euro per mio figlio".

Il sollievo e la gratitudine della madre non cancellano la paura per il ragazzo: "Vergogna dove siamo arrivati? Denuncerò l'accaduto perché non possiamo più accettare cose simili! Essere così severi quando mio figlio aveva tutto in regola per potere viaggiare su quella corriera, perché mi chiedo?".

Una storia che ricorda molto quella del bimbo di 11 anni che martedì scorso ha percorso 6 chilometri di strada, tra neve e gelo, nel Bellunese per un problema con il biglietto del bus. Dal 23 gennaio, infatti, in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, l'azienda Dolomitibus ha introdotto una tariffazione speciale dedicata alla linea 30 Calalzo-Cortina, in seguito al potenziamento del servizio, passando da 2,50 euro a 10 euro per ticket, anche per i residenti. Il piccolo aveva un carnet di biglietti precedente a questa tariffa ed è stato invitato a scendere.

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