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Filippo (nome di fantasia) è un ragazzino di 13 anni vittima di un approccio sessuale da un adulto. L'uomo, 25 anni, istruttore di ginnastica a continuo contatto con i bambini, lo ha contattato su Instagram per la prima volta cinque mesi fa chiedendo e mandando foto intime e cercando di convincerlo a vedersi per un incontro.

Come è cominciata la tua storia? Lui è una persona che conosci?

"Faccio hip hop e la persona di cui parliamo, non è il mio insegnante ma un ballerino che a volte spiega delle coreografie ai gruppi, io non ho mai fatto lezione con lui. Ha 25 anni".

I suoi approcci sono avvenuti sui social?

"Nonostante non abbia mai fatto lezione con lui è riuscito a contattarmi su Instagram. In un messaggio mi ha detto di avermi notato al saggio dell'anno prima, quando ancora non avevo detto a nessuno di essere gay".

Eri anche più piccolo.

"Avevo 12 anni. Da quel messaggio ha cominciato a mettere like a tutti i miei post di Insta e poi mi ha scritto: ‘hai capito le mie frecciatine?'. Ti sto dicendo che mi piaci".

Cosa hai risposto a questi approcci?

"Che era troppo grande per me e che sarebbe potuto andare e in galera e lui: "Non se nessuno lo sa".

Come ti sentivi?

"Super a disagio, mi tramavano gambe e braccia a livelli estremi, come se avessi il Parkinson, ma non sapevo che fare".

Qual è stato il suo passo successivo?

"Ci ha provato e io come un idiota ci sono cascato, mi sentivo un burattino guidato da lui. Mi strumentalizzava senza che me accorgessi".

Cioè ti ha fatto delle proposte esplicite?

"Di incontrarci appena sarebbe sceso dalla Francia, oppure di scambiarci foto".

E tu gliele hai mandate?

"Il primo giorno che me lo ha chiesto, no. Il secondo giorno mi ha manipolato con frasi incoraggianti e alla fine io ho ceduto. Lo so, sono un idiota, ma purtroppo le sensazioni che si provano in un momento come quello, nessuno può capirle se non le prova".

Ti sei mostrato come ti aveva chiesto?

"Gli ho mandato foto di piccole parti del corpo, mai tutto".

Con quali frasi ti incoraggiava? 

"Tipo: ‘Stai tranquillo, se non provi ora con me come farai in futuro ad avere una relazione', oppure ‘se il problema è fare la foto vai in bagno e spogliati mandandomela prima o dopo esserti fatto la doccia'. E poi mi mandava le sue foto allo specchio con un asciugamano sulle parti intime, oppure tutto nudo e poi le foto del pene e io gli dicevo. ‘Non mi importa' e lui diceva ‘no, in realtà ti piace è che non lo vuoi ammettere'. Mi sentivo totalmente a disagio".

Come ha fatto a vincere le tue resistenze?

"Non so proprio cosa veniva dal mio cervello, mi sentivo fermo non avevo la forza di premere: ‘blocca contatto'. Ti senti male in quei momenti, ti senti uno schifo".

Ti sei confidato con qualcuno?

"Solo con due amiche".

Non lo hai detto ai tuoi? Perché?

"No, perché non sanno che sono gay. Sono molto omofobi".

Quando hai deciso di bloccarlo?

"Il terzo giorno di queste richieste. Non facevo altro che ripensare alle foto che gli avevo inviato. Così nella notte tra il secondo e il terzo giorno l'ho bloccato su Whatsapp, su Instagram tutti i suoi tre account sui miei due account".

Lui ha insistito, non voleva lasciarti andare

"Però il quinto giorno dopo che me ne ero completamente liberato, arriva una richiesta in Direct su Insta da un profilo senza immagini e con un numero strano, era lui che mi chiedeva se volessi continuare a scrivermi con lui per magari organizzare un incontro. Senza esitare ho bloccato anche quel profilo".

Se non fosse stato un approccio virtuale e lui fosse stato lì con te cosa avresti fatto?

"Sarei scappato, credo".

Non te la sei sentita di parlarne con gli adulti, ne di denunciarlo.

Le mie amiche dicevano di farlo, ma non l'ho fatto. Ho cancellato tutto, non mi è rimasto più neanche un messaggio.

Però hai voluto parlarne a Fanpage.it, per quale motivo?

Guardando i vostri video riguardo la pedofilia ho capito che io sono stato indotto mentalmente da lui a rispondere in modi in cui non avrei mai risposto a una persona della sua età. Penso di dover contribuire con la mia esperienza, spero vi servirà a qualcosa e apprezziate il mio coraggio.

Lo apprezziamo. Come ti fa sentire oggi questa storia?

"Una persona orrenda. Mi sento come una persona che ha commesso un crimine e penso che così si dovrebbe sentire solo lui".