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Matteo Messina Denaro

La sorella di Matteo Messina Denaro sapeva di essere intercettata: era convinta di avere le “cimici” nella tv

La sorella di Matteo Messina Denaro, Rosalia, era convinta di avere le microcamere delle forze dell’ordine nella televisione: per questo faceva spesso bonificare casa.
A cura di Giorgia Venturini
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Rosalia, la sorella di Matteo Messina Denaro, sapeva che era sotto intercettazione. Da tempo sospettava che nella sua casa di Palermo c'erano microcamere pizzate dalla forze dell'ordine. Stando a quanto riferiscono fonti di Fanpage.it, la donna – finita anche lei in carcere pochi giorni dopo il fratello – era convinta che le "cimici" erano nascoste nella televisione. Per questo spesso faceva bonifiche casa chiamando tecnici specializzati che andavano a caccia di microcamere.

La partita con le forze dell'odine però alla fine l'ha persa. Rosalia Messina Denaro è stata arrestata lo scorso 3 marzo dopo che le indagini della Procura di Palermo avevano dimostrato che era lei a gestire gli affari di Cosa Nostra quando il fratello era latitante, eseguendo passo per passo gli ordini del boss che riceveva su pizzini di carta tramite intermediari.

Rosalia sapeva di essere intercettata. Per questo nella sua casa non c'erano le foto di suo fratello, né tanto meno parlava di lui al telefono o all'interno del suo appartamento. Eppure il legame tra i due non si era mai spezzato. Nella sua abitazione nascondeva i pizzini negli angoli più impensabili della casa, lontani dagli occhi indiscreti di quelle telecamere che sapeva avere in case. Un'attenzione maniacale su ogni cosa che faceva, ma che non è bastata per nascondere il fratello a vita.

Il pizzino a casa delle sorella che ha fatto arrestare il boss

Le indagini che hanno portato all'arresto di Matteo Messina Denaro sono scattate proprio da una "distrazione" della sorella. Da quel pizzino nascosto nelle gambe del tavolo e trovato dai carabinieri dei Ros che ha svelato la malattia del boss: a casa di Rosalia Messina Denaro il 6 dicembre scorso è stato trovato "un appunto – come spiegano gli atti della Procura – relativo alle condizioni di salute di un soggetto in quel momento non identificato (ma che verosimilmente riconduceva a Messina Denaro)".

Quell'accenno alla malattia del fratello ha permesso ai carabinieri di "ricostruire e seguire quel sottile filo che ha condotto fino alla individuazione ed arresto dello storico latitante". Le manette per Matteo Messina Denaro sono scattate il 16 gennaio in una clinica privata di Palermo. Ora gli inquirenti stanno cercando di ricostruire tutti gli anni di latitanza del boss. Al momento dal carcere Matteo Messina Denaro risponde alle domande del pubblico ministero, mentre la sorella ha scelto il silenzio.

I legali della sorella del boss hanno chiesto la scarcerazione

Intanto nei giorni scorsi gli avvocati difensori della sorella del bos hanno chiesto l’annullamento della ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’istanza è stata presentata ai giudici del Riesame che si potranno esprimere nei prossimi giorni. Secondo i legali sarebbero da inutilizzabili tutti gli atti d’inchiesta svolti nei confronti dell'indagata perché compiuti fuori termine: Rosalia Messina Denaro sarebbe finita nel registro degli indagati troppo tardi, quando ormai i termini erano scaduti.

Dalla Procura però precisano che la donna è finita sotto indagine solo quando è stato trovato il pizzino in casa sua, prima di allora non reggeva l'accusa di associazione mafiosa. Decideranno ora i giudici del Tribunale del Riesame come procedere.

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