I centri commerciali di tutto il Piemonte saranno chiusi nei weekend. Ad annunciarlo il presidente della Regione Alberto Cirio: "Entro questa sera firmerò una ordinanza che chiude i centri commerciali non alimentari su tutto il territorio regionale", ha dichiarato ai microfoni della trasmissione Tagadà, su La7. "Teniamo aperti solo alimentari e farmacie, i generi di prima necessità". Il provvedimento è stato varato nell'ottica di limitare il più possibile gli assembramenti e i centri commerciali – specie in autunno e inverno – rappresentano luoghi troppo spesso presi d'assalto e dunque potenzialmente pericolosi.

L'altro fronte su cui la Regione si sta muovendo è quello della scuola: posto che non è possibile eliminare i concentramenti di studenti sui mezzi pubblici da lunedì, per gli alunni delle superiori, potrebbe entrare in vigore la didattica alternata, con alcuni giorni di lezione in presenza e altro da casa. La norma dovrebbe valere per tutti gli studenti, tranne quelli di prima superiore. Sulla questione il Piemonte ha deciso di imitare la Lombardia, dove Fontana ha firmato un’ordinanza che impone alle scuole di secondo grado l’alternanza tra didattica a distanza e lezioni in presenza, salvo laboratori.

Il terzo capitolo su cui sta lavorando la regione è quello della movida: esclusa l'ipotesi di chiedere un "coprifuoco" generalizzato come avvenuto in Lombardia e Campania l'obiettivo è quello di restringere l’accesso ad alcune zone durante la sera a partire da una certa ora: per Torino le aree individuate sono piazza Santa Giulia e quella intorno a Piazza Vittorio mentre si studia di estendere la misura in largo Giulio Cesare e piazza Saluzzo a San Salvario. Il provvedimento è previsto dall’articolo 1 del nuovo Dpcm che prevede la possibilità di chiudere alle 21 strade e piazze di centri urbani dove possono crearsi situazioni di assembramento.