Dopo i rallentamenti delle scorse settimane, dovuti al taglio di scorte da parte di Pfizer e Moderna, la campagna di vaccinazione in Italia ha ripreso a ritmo sostenuto. Al momento sono 2.029.931 coloro che hanno ricevuto la prima dose in Italia e 683.478 coloro che hanno già fatto il richiamo. Così, in molte Regioni, in via di completamento la fase di immunizzazione del personale sanitario e degli ospiti e dipendenti delle Rsa, si è cominciata quella successiva, di vaccinazione degli over 80. Dopo Lazio e Campania, che nonostante alcuni problemi tecnici hanno dato il via ieri alle prenotazioni, tocca oggi all'Emilia Romagna. Ma le somministrazioni non inizieranno prima dell'8 febbraio. Sarebbero dovute partire già ieri, ma tutto il piano ha subito un ritardo, accentuato dalla raccomandazione di Aifa di usare il siero di AstraZeneca per gli under 55, per cui è stato stilato un nuovo calendario, che varia regione per regione.

Così, nel Lazio, per chi è già riuscito a prenotarsi nonostante i disagi tecnici che hanno costretto a posticipare di qualche ora l'avvio delle operazioni, le vaccinazioni per gli over 80 partiranno lunedì 8 febbraio. Nella stessa giornata dovrebbero partire anche in Umbria e Valle d'Aosta, oltre che in Puglia, dove è prevista anche la somministrazione a domicilio. Seguiranno poi  la Liguria, Veneto e Friuli-Venezia Giulia tra il 9 e il 15 febbraio, data quest'ultima in cui è previsto che cominci anche la Toscana. Sempre tra il 10 e il 15 partirà la campagna di vaccinazione dei soggetti più fragili anche in Campania, dove le prenotazioni sono scattate il 30 gennaio, mentre i siciliani dovranno attendere la fine del mese ma non si conosce al momento la data certa. In alcune regioni, tuttavia, bisognerà attendere ancora un po'. In Lombardia, a differenza di quanto indicato inizialmente, gli over 80 non riceveranno il siero anti Covid dal 25-26 marzo, ma a partire dal 24 febbraio, come ha dichiarato questa mattina l'assessora al Welfare Letizia Moratti. Di metà marzo si parla anche per la Sardegna, mentre in altre, come Piemonte e Calabria, addirittura è tutto slittato a data da destinarsi. Solo in Trentino Alto Adige la seconda fase della campagna vaccinale è già ampiamente cominciata dato l'elevato numero di obiettori di coscienza tra medici e infermieri che ha consentito di anticipare le somministrazioni ai soggetti più fragili.