Continuano a emergere in tutta Italia nuovi focolai di Coronavirus. Preoccupa lo scoppio di cluster, che vanno immediatamente identificati e circoscritti, anche se, con l'aumento record di casi che si sta verificando nelle ultime settimane, diventa sempre più difficile isolarli. Non è comunque una sorpresa per gli esperti. Anzi, si tratta di un fenomeno già messo in conto come conseguenza della fine del lockdown e la riapertura di frontiere e attività economiche. "Eravamo consapevoli che avremo affrontato una stagione di convivenza con il virus. Dobbiamo essere veloci, incisivi, determinati per poter ricondurre i focolai alla normalità nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra sfida", ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. Secondo il monitoraggio settimanale dell’Iss e del ministero della Salute aggiornato alla scorsa settimana, dal 5 all'11 ottobre, al momento tutto il territorio italiano sono 4.913 focolai attivi di cui 1.749 nuovi, mentre la curva del contagio continua a salire, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud. Tanto è vero che l'indice Rt, cioè l'indice di trasmissione del contagio calcolato sui sintomatici, ha superato la soglia di guardia di 16 regioni e nelle due province autonome di Trento e Bolzano, mentre su base nazionale si è raggiunto il valore di 1,17.

Ecco la mappa aggiornata regione per regione dei nuovi focolai Covid nel nostro Paese.

Valle d'Aosta

Tra le regioni che più preoccupano per l'aumento dei contagi c'è la Valle d'Aosta, dove addirittura tre comuni sono stati dichiarati zona rossa. La decisione è stata presa dal presidente della Regione Renzo Testolin e riguarda Saint-Denis, Verrayes e Chambave, in media valle. A causare l'elevata diffusione del virus, secondo quanto si è appreso, sono state alcune feste a cui hanno partecipato numerosi giovani della zona.

Sardegna

Aumentano i casi in Sardegna dopo la stagione estiva, quando sono stati registrati una serie di focolai soprattutto tra Porto Cervo e Porto Rotondo oltre che sull'Isola di Santo Stefano, a La Maddalena, all'intero di un resort con centinaia di turisti dopo che un lavoratore stagionale è stato ricoverato per Covid. A preoccupare ore, invece, è soprattutto la situazione nel piccolo comune di Orune, dove sono un centinaio i casi positivi che hanno spinto il sindaco a chiudere le attività non essenziali e a posticipare la riapertura delle scuole per contenere la trasmissione dell'infezione. Un nuovo cluster è stato individuato anche dopo un matrimonio celebrato a fine settembre a Uta. Quattro i partecipanti positivi, si attendono i tamponi per tutti gli altri. Il sindaco Giacomo Porcu che ha officiato le nozze è risultato negativo al test: "Quel giorno, come sempre, ho indossato la mascherina e mantenuto le distanze, questo dimostra che le prescrizioni per ridurre il rischio di contagio funzionano". Colpiti anche altri  paesi dove è più difficile far rispettare il distanziamento sociale, come Ollolai dove si contano 70 positivi su un totale di di 1.200 abitanti.

Liguria

In Liguria, preoccupa la situazione a La Spezia, dopo il focolaio sarebbe scoppiato tra persone di origine sudamericana che si sarebbero riunite in Toscana a metà agosto. Viene in particolare monitorato il focolaio di una struttura psichiatrica a Castelnuovo Magra, dove sono state trovate più di 20 persone positive. Intanto, è stata stabilita la zona nel quartiere Umbertino sempre a La Spezia dove con un'ordinanza si sono imposte misure più rigide, provocando le proteste dei residenti. A livello regionale, tra i cluster più grossi dell'ultimo periodo si ricordi quello individuato in un ristorante sushi-bar nel Savonese. 

Marche

In provincia di Pesaro e Urbino, un nuovo mini focolaio è emerso a Fratte Rosa a seguito di un caso di importazione del virus dall'estero. Un turista proveniente dalla Francia e in visita ai parenti è risultato positivo al Covid 19 e in seguito ai controlli sui contatti sono emersi altri cinque soggetti positivi. Sotto controlli invece il cluster che era partito dal comune di Montecopiolo, dove decine di persone si erano ritrovate a una rimpatriata e diversi di loro si sono quindi contagiati. La stragrande maggioranza dei ’precettati’ è stato individuato grazie all'attenta indagine epidemiologica scattata dopo l’emersione del primo caso, quello di una 42enne che aveva accusato i primi sintomi dopo la festa con i compagni della classe ’78 in un locale del paese.

Calabria

In Calabria il focolaio che desta più preoccupazione è quello di Messignadi, frazione di Oppido Mamertina, dichiarata zona rossa. Nei giorni scorsi sono risultate positive due donne e un bambino riconducibili al primo nucleo familiare contagiato, ma i tre soggetti non erano stati posti in quarantena e si teme possano aver contagiato altre persone. Sotto controllo invece il cluster di Coronavirus segnalato a Cosenza dove alcuni congiunti della bimba di quattro anni ricoverata all'Annunziata per sottoporsi ad un intervento chirurgico, e per questo sottoposta a tampone che ha dato esito positivo, sono risultati a loro volta infetti dal Covid 19. Positivi vengono segnalati anche dal Cara di Crotone.

Veneto

Dopo i focolai scoppiati a seguito del ritorno die vacanzieri, in Veneto ce ne sono anche altri da tenere d'occhio, come quello emerso nel reparto di Medicina della Casa di Cura "Madonna della Salute" di Porto Viro, in provincia di Rovigo. Focolaio individuato però anche in un'azienda di carni della provincia di Treviso: all'Aia di Vazzola sono circa duecento i positivi. 18 di quest'ultimi arrivavano dall'estero.

Lombardia

In Lombardia, finora la regione italiana più colpita dall'emergenza Coronavirus, si era contraddistinto il focolaio nel Mantovano, dove si registrano nuovi contagi. Tornano però a preoccupare i cluster nelle Rsa, dove già all'inizio dell'emergenza si era verificata una vera e propria strage. Al momento, si contraddistingue quello infividuato Rsa Villa Terruzzi di Concorezzo, alle porte di Monza, dove sono già decedute sei persone.

Emilia Romagna

Ancora aumento dei contagi di Coronavirus in Emilia Romagna, ormai non più legati a casi di giovani rientrati dalle vacanze all'estero, da Croazia, Malta e Grecia. Oltre alla situazione scuole, sotto monitoraggio è la situazione soprattutto a Forlì, dove alcuni focolai segnalati in quattro aziende del territorio. In totale si tratta di una trentina di casi, alcuni sintomatici, fra i lavoratori di un'azienda di salotti, una di raccolta e riciclo di vari prodotti e di un'azienda di arredamenti. Emerso anche un caso alla Electrolux, il grande stabilimento metalmeccanico alle porte della città dove lavorano oltre 800 persone. Una dipendente ha segnalato la propria positività.

Bologna

I casi di positività accertati del focolaio collegato al magazzino BRT, ex Bartolini, in zona Roveri a Bologna sono 117, dieci dei quali tra gli ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria (Cas) per richiedenti asilo di via Mattei. L’attività del magazzino non si è comunque mai fermata, così come hanno denunciato anche i sindacati. Il contagio da Coronavirus sarebbe ben più diffuso nel settore della logistica, al punto che SiCobas ha inviato una lettera al governo, in data 29 giugno 2020, per chiedere un incontro urgente per discutere della situazione. Nei giorni scorsi, è arrivata anche la notizia di un nuovo focolaio tra i lavoratori di TNT, sempre a Bologna, con 28 contagi confermati dall'azienda (32 per i sindacati).

Piemonte

In Piemonte ha suscitato preoccupazione un focolaio concentrato nella comunità dominicana a Vercelli, scoppiato dopo una serata in discoteca. I nuovi infetti erano circa quaranta. Di ritorno da Santo Domingo, e prima di manifestare i sintomi della malattia, un uomo appartenente alla comunità è entrato in contatto con vari connazionali che, a seguito del tracciamento e del successivo controllo effettuato dall'Asl, sono poi risultati a loro volta positivi. Si tratta per lo più di giovani, la maggior parte dei quali totalmente asintomatici. Ma al momento, si segnala il cluster individuato a Rivarolo all'interno di una Rsa. Sono circa una decina i positivi domiciliati in una casa di riposo.

Trentino

In Trentino c’è stato il focolaio di Rovereto: il cluster scoperto a fine luglio alla ditta di spedizioni Bartolini con decine di contagiati, tra cui i familiari di alcuni dipendenti, sembra al momento circoscritto. Ma l'ultimo, in ordine temporale, riguarda la filiera della lavorazione della carneLe indagini epidemiologiche, estese anche ai familiari dei lavoratori di uno stabilimento in via Maccani a Trento, risultati positivi ai primi test, stanno confermando infatti i sospetti delle autorità sanitarie che stanno monitorando la situazione.

Alto Adige

In Alto Adige, a Bolzano, sale l'allerta per i possibili cluster nelle scuole, dopo che è stato trovato un secondo caso covid in una scuola superiore. Preoccupazione anche per due comuni pusteresi Sesto e Monguelfo che diventeranno nelle prossime ore zone rosse, con forti limitazioni per i prossimi 14 giorni, a causa di due focolai.

Toscana

Diversi i focolai scoppiati negli ultimi mesi in Toscana. Non solo rientri dalle vacanze e scuola, il problema maggiore qui è nelle Rsa, tanto è vero che il presidente Eugenio Giani ha firmato una ordinanza con la quale ordina lo stop alle visite di amici e parenti in queste strutture, dove aumentano giorno dopo giorno i focolai. Tra gli ultimi, quelli nella rsa San Giuseppe a Sesto Fiorentino (78 positivi totali fra cui 45 ospiti, 26 operatori e sette suore infermiere), nella rsa di Greve (39 anziani positivi su 48 ospiti di cui quattro deceduti, più 25 operatori positivi), nella struttura Le Magnolie all'Isolotto (Firenze) con 35 positivi e nella rsa Alba Serena di Maggiano a Lucca con 35 positivi.

Lazio

Sono vari i focolai scoppiati nel Lazio dall'inizio della Fase 2 dell'emergenza Coronavirus. Tra gli ultimi quelli legati ai rientri di vacanzieri dalla Sardegna che ha spinto l'assessore alla salute a chiedere controlli alla partenza dall'Isola per evitare contagi a bordo delle navi in arrivo, oltre a quelli individuati in una serie di scuole sia nel territorio di Roma che nel resto della regione. Non solo, nella Asl Roma 3 si contano due casi con link in un cluster di una palestra, mentre nella Asl Roma 5 ci sono altri sei casi collegati al focolaio della sede Bartolini di Guidonia e undici con link a una festa di pensionamento. 

Campania

Aumentati i numeri dei positivi nelle ultime settimane in Campania, che è diventata la seconda regione italiana per numero di nuovi casi giornalieri. A preoccupare sono i focolai scoppiati un alcune Rsa e dopo alcuni eventi, come un matrimonio che ha costretto il sindaco di Monte di Procida, in provincia di Napoli, ad optare per un mini lockdown di due settimane per far scendere la curva dei contagi. Complessivamente sono stati eseguiti 500 tamponi Al momento sono state rilevate 49 positività al coronavirus, in attesa dei risultati degli ultimi esami.

Puglia

Dopo i focolai scoppiati tra Cerignola e la provincia di Bari e di Lecce, legati per la maggior parte ai rientri dei vacanzieri dalla Grecia in Puglia, si monitora la situazione Covid-19 alla Rsa "Villa Genusia" di Marina di Ginosa (Taranto). Circoscritto il focolaio di Polignano a Mare nell'azienda ortofrutticola Sop a cui sono stati collegati 200 contagi, di cui 90 a Polignano, un'impennata di contagi si è avuta in provincia di Foggia, a causa di 22 persone positive in una residenza sanitaria di Ascoli Satriano. 

Sicilia

In Sicilia, dopo il focolaio scoppiato presso Missione speranza e carità del frate laico Biagio Conte, che ospita centinaia di senzatetto, trasformata in una sorta di zona rossa dalla quale non si può entrare e uscire, è stata dichiarata una nuova zona rossa, a Galati Mamertino. A Palermo, dove sono 1.130 gli attuali positivi, il Comune ha chiuso il PalaOreto e un asilo nido per nuovi casi.

Abruzzo

In Abruzzo un focolaio in ambito familiare scoperto in Valle Peligna ma a usa della presenza di persone giovani  con contatti sociali elevati le analisi su ulteriori infezioni son ancora in corso. Son già alcune decine le persone in isolamento in attesa dei test. Si aggrava, intanto, anche la situazione del focolaio in atto nella Rsa dell'Istituto Don Orione di Avezzano, in provincia de L'Aquila: dagli esami resi noti il 14 ottobre, sono complessivamente oltre 100 i casi, di cui circa 85 anziani e la restante parte operatori sanitari. Nella struttura religiosa sono presenti circa 120 anziani e una sessantina di medici e paramedici.