Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro, la 18enne trovata tagliata a pezzi in due valige abbandonate lungo una strada del maceratese, condanna fermamente la tentata strage di Macerata a opera di Luca Traini e sostiene che la figlia sarebbe rimasta inorridita da tanta violenza. In un'intervista concessa al quotidiano La Stampa, la mamma di Pamela ha spiegato: "Condanniamo questo gesto. Il presunto colpevole per la morte di nostra figlia Pamela si trova in carcere, e ieri il gip ha convalidato l’arresto. Vogliamo che paghi per quello che ha fatto: ha ucciso la nostra piccola e distrutto la nostra vita. Detto questo noi non vogliamo altro sangue sulle strade e non cerchiamo questo tipo di vendette. Siamo brave persone". 

"Chiediamo solamente giustizia. Pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l’attacco di ieri, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio. Invitiamo alla non violenza e a non strumentalizzare un momento del genere per fare politica, anche perché di mezzo c’è la vita di una ragazzina e una famiglia che sta soffrendo". 

La mamma di Pamela Mastropietro ha inoltre nuovamente smentito qualsiasi legame tra Traini e la figlia, sostenendo di non aver mai sentito nominare il ragazzo: "Non ho mai sentito parlare di questo Luca Traini, e visto il rapporto che avevamo io e Pamela sarebbe stata lei stessa a mettermi al corrente della relazione. Inoltre, mia figlia si trovava nella comunità di recupero Pars di Corridonia, in provincia di Macerata, è strano che frequentasse qualcuno all’esterno".

Il pensiero di Traini però è condiviso da tantissime persone. Sui social molta gente ne ha lodato il comportamento. E alcuni politici, pur condannando il gesto estremo, lo giustificano parlando di «immigrazione fuori controllo che porta spaccio e scontro sociale». Cosa ne pensate?  

«Esiste una politica di accoglienza sana, e il 4 marzo ognuno di noi andrà alle urne sapendo come votare. Noi siamo per la non violenza assoluta e non vogliamo essere strumentalizzati. Detto questo ci ha fatto piacere la chiamata di solidarietà della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. L’unico esponente politico che ci ha chiamato».