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La mamma del bambino lasciato a piedi sotto la neve: “Perdono l’autista se è sincero”

Maria Sole Vatalaro, mamma del bimbo protagonista della vicenda. “Se l’autista del bus è pronto ad assumersi le sue responsabilità, allora accetto le scuse, assolutamente. Ma deve essere sincero”.
A cura di Davide Falcioni
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Le scuse di Salvatore Russotto, autista del bus che lunedì scorso ha lasciato a piedi un bambino di 11 anni nella neve perché non aveva il nuovo biglietto da 10 euro necessario per la linea 30 Calalzo-Cortina? "Le accetto, purché siano sincere". A parlare, intervistata dal Gazzettino, è Maria Sole Vatalaro, mamma del bimbo protagonista della vicenda. "Si perdona, le giornate storte possono capitare – dice la donna -. Tutti commettono errori. Apprezzo le sue parole ma mi fido di mio figlio, non sa dire le bugie. E lui racconta che l’autista gli ha detto ‘vai a piedi', non è sceso di sua iniziativa. Per cui se il signor Russotto è pronto ad assumersi le sue responsabilità, allora accetto le scuse, assolutamente. Ma deve essere sincero".

L'uomo aveva riferito che il bimbo, sprovvisto del titolo di viaggio, sarebbe sceso di sua iniziativa; questa versione tuttavia non coincide con quella raccontata dal piccolo ai genitori e alla nonna, l’avvocato Chiara Balbinot, che poi ha sporto denuncia determinando anche l'apertura di un'inchiesta da parte della Procura di Belluno: l’autista gli avrebbe detto "o paghi 10 euro o vai a piedi". "Difficile pensare che un bambino inventi una storia del genere – rimarca Balbinot -. Ci sono elementi troppo specifici, come la tariffa di 10 euro. In ogni caso parliamo di un adulto che ha a che fare con un bambino, sei in tempo a fermarlo se lui scende. Comunque i filmati della videosorveglianza accerteranno i fatti, attendiamo che la giustizia faccia il suo corso".

In attesa che il caso si chiarisca in sede giudiziaria, comunque, Russotto è stato temporaneamente sospeso da La Linea spa, l’azienda che svolge la corsa interessata per conto di Dolomitibus, che ha espresso "rammarico" per l’episodio e di è detta "sollevata" che non vi siano state conseguenze. Il conducente ha ammesso di aver vissuto "una giornata al cardiopalma", tra centinaia di insulti sui social e il sostegno di figli e diverso colleghi. Quando viene informato della disponibilità della famiglia ad accettare le scuse, si commuove. "Sono molto felice, davvero. Non sarebbe mai dovuto succedere. Mi piacerebbe incontrarli, se fosse possibile".

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