Nell'ultima settimana in Italia sono diminuiti costantemente i casi asintomatici di Coronavirus a favore di un aumento di quelli sintomatici mentre si mantengono stabili quelli con stati clinici severi e critici. È quanto emerge dall'ultimo monitoraggio effettuato dall'Istituto superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, che analizzano lo stato dell'arte dell'emergenza Covid-19 nel nostro Paese. Ciò significa, sottolineano gli esperti, che la percentuale degli asintomatici rispetto al totale dei casi diagnosticati è in leggera diminuzione, mentre è costante la percentuale di casi con stato clinico severo e critico e in leggero aumento i casi con stato clinico lieve al momento della diagnosi, il che si traduce in un incremento non soltanto del numero dei ricoveri ordinari e in terapia intensiva, a cui stiamo assistendo quotidianamente negli ultimi giorni, ma anche dei decessi.

Basti pensare che solo un mese fa, intorno al 20 ottobre, gli asintomatci rappresentavano l'80 per cento di coloro che entravano in contatto col virus. La percentuale era invece pari al 15,1% nei primi tre mesi dell'epidemia (20 febbraio- 20 maggio), cifre queste però dovute al maggior numero di tamponi effettuati sui contatti e per attività di screening rispetto all'inizio della pandemia.

Per quanto riguarda il sesso e l'età dei nuovi casi, secondo l'ultimo monitoraggio Iss-Ministero della Salute, 627.236 casi sono di sesso femminile, pari al 50,9%. Nelle fasce di età 0-9, 10-19, 20-29, 60-69 e 70-79 anni si osserva un numero maggiore di casi di sesso maschile rispetto a quello di casi di sesso femminile. Inoltre, si osserva un aumento della letalità con l’aumentare dell’età dei pazienti. A partire dalla fascia di età 30-39 anni la letalità è più elevata in soggetti di sesso maschile. Nell'ultima settimana si è osservato un ulteriore incremento dei casi che ha portato l’incidenza negli ultimi 14 giorni a 732,6 per 100,000 abitanti, contro i 648,3 delle due settimane precedenti. Pertanto, hanno concluso gli esperti, "l’epidemia in Italia si mantiene a livelli critici sia perché l’incidenza di nuove diagnosi resta molto elevata e ancora in aumento, sia per gravità con un significativo impatto sui servizi assistenziali", confermando "la necessità di una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari".