Investe un gregge di pecore che blocca la strada e ne uccide tre a Treviso: 36enne a processo

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Immagine di repertorio.
Un 36enne è a processo per aver investito un gregge a Casale sul Sile, uccidendo tre pecore. L’uomo rischia una pena che va da uno a 4 anni di carcere e un possibile risarcimento economico. Prosciolto il 26enne proprietario del furgone “per non aver commesso il fatto”.

Si sono trovati davanti un gregge di pecore che stava attraversando la strada e ne hanno investite e uccise tre. Per questo, con l'accusa di uccisione e danneggiamento di animali e minacce (contro il pastore proprietario), sono finiti a processo un 26enne, difeso dall'avvocato Alberto Gentili, e un 36enne, assistito da Matteo Macagnan, entrambi di Roncade.

Il primo, proprietario del mezzo, è stato prosciolto dalle accuse, dopo aver dimostrato di non essere stato presente al momento del fatto. Per il secondo, invece, il processo continuerà: secondo l'accusa c'era lui a bordo del furgoncino, insieme a un altro occupante rimasto al momento ignoto.

Secondo quanto è stato ricostruito, i fatti sono avvenuti il 25 aprile 2023 a Casale Sul Sile, in provincia di Treviso. Gli occupanti del furgoncino, stando alla tesi della Procura, dopo essersi trovati di fronte al gregge, avrebbero iniziato a minacciare il pastore.

"Ammazzo tutti… spostate queste m***e di pecore. Io devo passare, non vi ho dato io l'autorizzazione a passa di qua", si sarebbe sentito dire. Poi, anziché aspettare gli animali finissero di attraversare la strada, il mezzo ha proseguito la sua marcia, travolgendo diverse pecore.

Tre sono state investite: due sono morte subito, la terza è stata abbattuta successivamente per i gravi traumi riportati, raccontano i quotidiani locali. Il proprietario del gregge ha fotografato la targa del furgoncino, si è rivolto alle forze dell'ordine e ha sporto querela.

Così sono stai rintracciati il 36enne e il 26enne. Il secondo, proprietario del mezzo, è stato prosciolto durante l'udienza filtro "per non aver commesso il fatto", dopo essere riuscito a dimostrare che non era presente al momento del fatto.

Per il 36enne, invece, a bordo del furgoncino insieme a un altro occupante ignoto, il processo continuerà. L'inizio del dibattimento è stato fissato al giugno 2028. L'uomo, per i reati contestati, rischia una pena che va da uno a quattro anni di carcere. Alla vicenda potrebbe inoltre aggiungersi una richiesta di risarcimento per gli animali uccisi.

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