Negli ultimi due giorni la Valle D'Aosta ha fatto registrare oltre duecento nuovi casi di positività al coronavirus su poco più di ottocento tamponi e nelle ultime due settimane oltre cinquecento casi ma è dall'inizio della seconda ondata di contagio che la regione fa registrare numeri che mai aveva visto nella prima ondata, diventando di fatto una delle regioni più colpite in proporzione al numero di abitanti. Secondo l'ultimo monitoraggio settimanale elaborato dalla cabina di regia costituita da Ministero della Salute e dall'Istituto superiore di sanità in effetti la Valle D'Aosta è la regione con l'indice di trasmissibilità (Rt) del coronavirus più alto in Italia in questo momento.

L'indice Rt della Valle D'Aosta peggiore d'Italia

Secondo i dati Iss riferiti  al periodo fra il 5 e l'11 ottobre, l'indice Rt regionale è di 1,53 su una media nazionale pari a 1,17. La Valle d'Aosta è la regione con la performance peggiore per i casi di coronavirus per 100.000 abitanti ma anche per il rapporto di positivi rispetto ai casi testati (il doppio della media nazionale). Alto anche l'incremento in percentuale dei casi totali sempre rispetto alla media nazionale 10,7%).

Zona rossa in tre comuni

A pesare su questi dati è in particolare la situazione di alcuni comuni profondamente colpiti dal contagio come Verrayes, Saint-Denis e Chambave, i tre paesi già dichiarati ‘zona rossa' la settimana scorsa  con una ordinanza apposita del Presidente della Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, e per i quali in questi giorni  è scattato un programma di test a tappeto per tutta la popolazione locale nel tentativo di circoscrivere il focolaio. "L'obiettivo è di circoscrivere la zona per fare un'indagine epidemiologica che porti a misure più mirate. Il provvedimento avrà una durata di 5-7 giorni per la verifica dei tamponi e poi prenderemo delle decisioni sul percorso da intraprendere" ha spiegato lo stesso Testolin , aggiungendo: "Saranno zone rosse diverse da quelle dell'aprile scorso, vogliamo capire quali attività possono essere riattivate e quali situazioni possono essere più libere e quali invece bloccate".

I ricoveri per Covid e le terapie intensive

Escluse per ora altre zone rosse  in altri comuni. Secondo il governatore infatti al momento la situazione è ancora sotto controllo soprattutto perché sugli attuali 658 positivi che si registrano in Valle D'Aosta, 628 non hanno sintomi o pochi sintomi e dunque in isolamento domiciliare. Inoltre dei trenta ricoverati per Covid dolo 4 occupano posti di terapia intensiva nell'unico ospedale dedicato in regione, l'Ospedale Umberto Parini di Aosta

In ospedale scatta livello arancione di allerta

Proprio al Parini però l'aumento dei casi ha fatto scattare il livello arancione di allerta con un piano di rinforzo di posti Covid che prevede l'allestimento di un reparto Covid 2 e una significativa riduzione dell'attività chirurgica. L'allerta massima è per i cluster familiari.  "L'età media dei ricoverati si è abbassata e il contagio avviene soprattutto tra le mura domestiche,  la maggior parte degli ospedalizzati ha tra 40 e 50 anni" ha spiegato il primario di Malattie infettive del Parini, osservando "Molti ricoverati hanno casi positivi in casa. Ho notato questa diffusione, ad esempio a partire da nipoti che sono stati a feste: nelle loro famiglie c'è stata una diffusione a macchia d'olio del virus. È questa la dinamica adesso"