video suggerito
video suggerito

In Italia aumentano i minori armati e le denunce per associazione mafiosa: il report di Save The Children

L’Italia è uno dei Paesi con il tasso di criminalità minorile tra i più bassi d’Europa, ma registra dal 2014 un aumento dei minori denunciati o arrestati per rapina e rissa. In alcuni territori aumentano anche le denunce per associazione mafiosa.
A cura di Gabriella Mazzeo
0 CONDIVISIONI
Immagine

L'Italia è uno dei Paesi con il tasso di criminalità minorile tra i più bassi d'Europa. Lo sottolinea Save The Children nel suo report "Dis(armati). Un'indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà". Nello studio sono state prese in analisi diverse grandi città (Milano, Torino, Roma e Napoli) e il centro di Terni per evidenziare le dinamiche sociali nelle piccole città. Dal report emerge un uso della violenza da parte dei minori per "essere visti" e per sottolineare alla società "adulta" un vuoto sociale ed emotivo che non viene colmato, ma contrastato tramite misure punitive.

L'indagine è stata realizzata dal Polo Ricerca di Save The Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS: secondo quanto emerge, nel primo semestre del 2025 sono aumentati i casi di minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa in alcuni territori. Un dato che evidenzia come alcune zone d'ombra non presidiate da scuola e reti di educazione e supporto per le famiglie diventino il luogo perfetto per "arruolare" manovalanza giovane in cerca di riconoscimento e potere economico.

Attraverso le voci di minori e neomaggiorenni, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, magistrati, esperti e operatori del terzo settore, Save The Children ha cercato di restituire una fotografia della violenza come grido di aiuto da parte di alcuni adolescenti che interrogano il mondo degli adulti.

I numeri della criminalità minorile dal 2014 al 2024

La ricerca parte dal 2024 e mette a confronto i numeri registrati in quest'anno con quelli di 10 anni prima (2014) e quelli del 2004. Emerge una profonda trasformazione della violenza minorile: non si tratta più di forme "organizzate", come quelle delle baby gang che somigliano a piccoli clan, ma di violenza estemporanea, apparentemente immotivata e sempre più esplosiva, per quanto momentanea. I minori e i giovani adulti segnalati agli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) dall'Autorità giudiziaria sono infatti in calo: nel 2004 erano 23.000, mentre nel 2024 sono diventati 14.220.

Parallelamente, però, è aumentato il numero di ragazzi complessivamente presi in carico dal servizio, un dato che può apparire paradossale ma che si spiega con la permanenza più lunga nel sistema di giustizia minorile, soprattutto per il Decreto Caivano, entrato in vigore nel settembre del 2023. Il 73% dei giovani in carico agli USSM ha tra i 14 e i 17 anni e l’1% ha meno di 14 anni, i giovani adulti (quindi dai 18 ai 25 anni) sono il 26%.

Il Decreto Caivano prevede più custodia cautelare per i minori che commettono reato e meno alternative al carcere. I ragazzi ristagnano nel sistema giudiziario per più tempo e gli USSM devono seguirli più a lungo per garantirne il reinserimento nella società. Al tempo stesso però le punizioni "più dure" legate ai reati compiuti da minori non contrastano la violenza più immediata, visibile, condivisa e amplificata dai social negli ultimi anni. Sono infatti aumentati reati legati a rapine, risse e lesione personale con un'efferatezza "apparentemente insensata" che riassume il disagio delle nuove generazioni davanti a un mondo esterno imprevedibile e sempre più concentrato sul guadagno e sulla divisione tra ricchi e poveri.

Il dato legato alla criminalità minorile, seppur apparentemente basso nel contesto europeo, resta preoccupante. I dati forniti dal Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno mostrano un aumento rispetto al 2014 dei minori denunciati o arrestati per rapina, lesioni personali, rissa e minaccia, mentre diminuiscono i ragazzi segnalati per il reato di associazione a delinquere.

I numeri possono sembrare contraddittori rispetto al calo dei ragazzi segnalati agli USSM dall’Autorità giudiziaria tra il 2004 e il 2024. Il dato però non coincide necessariamente con il numero di denunce per i singoli reati. Gli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni entrano infatti in gioco dopo l'avvio del procedimento penale, ma non tutte le denunce portano poi a un iter in Tribunale.

Entrando nel merito delle cifre, nel 2024 i ragazzi denunciati o arrestati per rapina sono stati 3.968, più del doppio rispetto al 2014. Le lesioni personali compiute da minori sono state 4.653 nel 2024 rispetto alle 1921 del 2014, mentre per rissa sono stati 1021 i casi segnalati nel 2024 a fronte dei 433 del 2014. Seguono i numeri legati al reato di minaccia (1.880 nel 2024, 1.217 nel 2014), mentre diminuiscono i minorenni segnalati per il reato di associazione per delinquere (109 nel 2024, 406 nel 2014).

La maggiore diffusione delle armi tra i ragazzi

I dati riportati da Save The Children fotografano una maggiore diffusione delle armi tra i ragazzi con un aumento da 778 a 1946 dal 2019 al 2024 dei minori segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Il picco nel primo semestre del 2025 è di 1.096 giovani segnalati. Girare armati fa sentire "più sicuri", hanno spiegato alcuni ragazzi intervistati, mentre altri lo fanno per status o per simbolo di potere. La crescita riguarda quasi tutte le regioni e tra le città metropolitane si segnalano Napoli (che passa da 59 del 2019 a 152 del 2024), Milano (da 43 a 150), Roma (da 32 a 96) e Bologna (da 21 a 88). Preoccupa la normalizzazione dell'uso delle armi che espone i ragazzi al rischio di una escalation di violenza.

In questo contesto emerge anche il valore che i ragazzi danno al contesto del quartiere, per loro più importante dell'appartenenza a una città o a un Paese. I giovani intervistati vivono il quartiere come un microcosmo nel quale si condividono esperienze di vita e sentimenti e reagiscono con violenza all'esclusione imposta da luoghi esclusivi. Nel caso di Milano, si fa riferimento a zone centrali quali Corso Como e piazza Duomo. Emerge in qualche modo la necessità dei ragazzi di sentirsi parte di qualcosa di "piccolo", più a misura d'uomo rispetto alle grandi città che sembrano invece gareggiare per diventare enormi musei per i ceti abbienti.

I dati relativi al reato di rapina

Da questa fotografia bisogna partire per concentrarsi sulle denunce a carico di ragazzi dai 14 ai 17 anni per reati come la rapina: nel 2024 sono state registrate 3.968 denunce, più del doppio rispetto al 2014. Si tratta di numeri in crescita in quasi tutte le regioni del centro e del nord Italia per il 2024. Nel report si fa particolare riferimento alla Valle d’Aosta (+3 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni), Emilia-Romagna (+2,65 ogni mille), Friuli Venezia Giulia (+2,42 ogni mille) e Liguria (+2,34 ogni mille). Diminuiscono invece i numeri di Piemonte (-0,39 ogni mille) e Lazio (-0,54 ogni mille).

Il dato del primo semestre del 2025 (2.364 minori denunciati per rapina) conferma il trend in aumento con incidenza maggiore in Emilia-Romagna (3,06 ogni mille abitanti), Lombardia (1,7 ogni mille), Liguria (1,44 ogni mille) e Toscana (1,38 ogni mille). Nel primo semestre 2025, tra le città metropolitane spiccano i numeri di Milano (294 minorenni denunciati o arrestati), Roma (124), Bologna (103) e Torino (85).

I numeri del 2024 per il reato di lesioni personali, rissa e minaccia

Sono 4.653 invece i minori denunciati o arrestati per lesioni personali, quasi il doppio rispetto al 2014. Stupisce il dato relativo alla criminalità femminile, con 592 ragazze denunciate o fermate. Anche in questo caso, l'aumento dei numeri tocca tutte le regioni e nel primo semestre del 2025 si sfiorano le 2.425 denunce. Anche in questo caso, tra le città metropolitane spicca il dato di Milano, con 129 minorenni denunciati o arrestati.

I dati relativi alle denunce o agli arresti per rissa allarmano particolarmente: l'aumento sfiora il 100% tra il 2019 e il 2024, con 1.021 segnalazioni (955 ragazzi). Nel primo semestre del 2025 sono 507 i minori segnalati, in linea con lo stesso periodo dell'anno precedente. Spiccano Milano (33 minori denunciati), Genova (32) e Palermo (31). Per il reato di minaccia stupiscono i numeri relativi alle ragazze denunciate. I dati di analisi di Save The Children, è bene precisarlo, si basano sulle denunce, ma non sempre queste, dopo il vaglio dell'autorità giudiziaria, si trasformano in processi a carico dei ragazzi segnalati.

Come sono cambiate le forme di violenza negli anni

A differenza di qualche anno fa, i reati di gruppo hanno subito delle trasformazioni che è impossibile non analizzare se si vuole parlare di violenza e criminalità tra i giovanissimi: ai gruppi strutturati si sostituiscono gang temporanee, fluide, che si "trovano" spesso tramite social e si ritrovano negli spazi della movida per affermare una presenza pubblica. I ragazzi in questo modo si appropriano di uno spazio che li respinge, confinandoli nella dimensione del quartiere che alla fine per i giovani diventa più importante di qualsiasi cosa. È qui che le istituzioni, sottolinea Save The Children, dovrebbero agire con spazi di aggregazione pubblici dedicati ai ragazzi, servizi migliori ed educazione fatta efficacemente tra i banchi di scuola e le strade.

Molte violenze vengono filmate e condivise online: il 13,4% di ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver assistito a scene di violenza filmate con un cellulare, a fronte di un 8,4% delle ragazze. Il 4,5% dei ragazzi ha raccontato di aver filmato in prima persona gli episodi contro il 2% delle ragazze.

Il quartiere come campo di addestramento per la criminalità organizzata

In alcune zone d'Italia, il quartiere diventa un vero e proprio campo di addestramento per le nuove leve della criminalità organizzata. Preoccupano infatti i numeri dei primi sei mesi del 2025 sui minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa. Sono 46 e questo potrebbe indicare un aumento rispetto al 2024, quando i casi complessivi erano stati 49.

Di questi 46 denunciati, quasi la metà si registrano a Catania (15) e Napoli (6). Realtà del Sud del Paese in cui spesso il disagio e l'assenza delle istituzioni possono trasformarsi nel terreno perfetto per la criminalità organizzata per la recluta delle nuove leve, alle quali viene promesso denaro facile, status sociale e possibilità di essere "rispettate e viste" dal resto della comunità.

Allarma anche il numero dei minori denunciati o arrestati per omicidio in alcuni territori: dai 102 del 2014 si è passati ai 193 del 2024 con un'incidenza maggiore in Campania (0,15 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) e con 27 minorenni segnalati a Napoli nel primo semestre del 2025. Per i ragazzi coinvolti in contesti di criminalità organizzata, tra l'altro, è più difficile interrompere la catena di reati: la probabilità di ritrovarsi nuovamente denunciati o arrestati è maggiore di 3,48 volte rispetto ai coetanei lontani da questi ambienti.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views