“Impossibile vivere con loro”: operaio 21enne accoltella i familiari a Fano, litigi frequenti con il fratello

Il contesto in cui viveva il 21enne di origine bengalese che la sera tra Pasquetta e martedì 7 aprile ha accoltellato i genitori e il fratello 16enne a Fano, in Puglia, sarebbe stato di estrema fragilità. Come è emerso in queste ore, la famiglia era seguita dalla Caritas e i rapporti all'interno delle mura domestiche erano estremamente tesi, tanto che il giovane avrebbe compiuto il gesto violento "perché la vita era impossibile" in casa. Queste le dichiarazioni dei vicini raccolte dal Resto del Carlino che ricostruisce la vicenda.
I litigi frequenti tra i familiari, soprattutto tra i due fratelli, sarebbero stati tanto intensi da essere diventati fonte di disturbo anche per i vicini che si sarebbero lamentati dei rumori e delle urla provenienti dall'abitazione.
Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 4 del mattino, al culmine di una nuova lite, il giovane si sarebbe scagliato prima contro il fratello, e poi contro i genitori intervenuti per difenderlo. Infine, la madre 43enne sarebbe riuscita a chiedere aiuto chiamando i soccorsi.
Il 21enne brandiva un coltello da 25 centimetri che aveva preso dalla cucina e con quello ha ferito in modo grave i genitori, entrambi portati d'urgenza all’Ospedale di Torrette di Ancona, dove versano ancora in condizioni critiche, e il fratellino 16enne, colpito in maniera meno seria ma anche lui ferito.
Una volta giunte sul posto le ambulanze e i Carabinieri, il giovane avrebbe ammesso subito le proprie responsabilità davanti alle Forze dell'ordine. Il movente, però, non è ancora definito. Solo gli interrogatori delle prossime ore chiariranno cosa ha spinto il 21enne a ferire gravemente i familiari.
Nonostante le tensioni lamentate dai vicini, la famiglia non era estranea alla comunità in cui viveva e da tempo era seguita dalla Caritas, soprattutto per il percorso scolastico del fratello minore e per le spese dell'abitazione in cui vivevano.