Se una settimana fa la virologa Ilaria Capua aveva evocato "nuvoloni all'orizzonte" questa sera, intervistata da Giovanni Floris a Di Martedì, ha parlato anche di lampi e fulmini. La metafora che la scienziata utilizza è ancora una volta quella meteorologica per dimostrare che la situazione in Italia è in rapida evoluzione, e che tale evoluzione non è affatto positiva come dimostrano anche i nuovi contagi delle ultime 24 ore: "Siamo noi a controllare il virus attraverso le nostre azioni", ha ricordato Capua, aggiungendo che i governi di tutto il mondo si sono trovati del tutto impreparati e sprovvisti degli strumenti per affrontare l'emergenza.

A questo secondo la virologa i contagi potranno essere contenuti solo grazie allo sforzo di ciascun individuo: "Siamo in una pandemia che sta accelerando in tutto il mondo, i contagi aumentano, dobbiamo tutti indossare la mascherina tranne quando siamo chiusi in casa". Capua ammette: "Non avevo considerato l'onda negazionista e mi viene da pensare che il mondo sia sottosopra se anche il Presidente degli Stati Uniti, che dovrebbe dare l'esempio, dopo essersi contagiato rifiuta di rispettare le restrizioni".

Ilaria Capua ha ricordato poi come quella dell'immunità di gregge sia una strada non perseguibile e del tutto illogica, anche perché possibile esclusivamente in combinazione con vaccini e strumenti terapeutici efficaci: "Non illudiamoci però che il vaccino sia la soluzione definitiva e immediata, perché entra in funzione solo dopo alcuni giorni e non sappiamo neppure quante dosi saranno necessarie". In merito alle misure dell'ultimo Dpcm, poi, Ilaria Capua è tornata a ribadire l'importanza della responsabilità soggettiva di ciascun cittadino, vera chiave di volta per contenere il numero dei contagi ed evitare di stressare il sistema sanitario. E se un nuovo lockdown generalizzato è per la scienziata da scongiurare per gli effetti economici che avrebbe, uno per i soli anziani e per i soggetti più vulnerabili è invece un'ipotesi "da vagliare".